Protesta dei tir, De Luca lancia l'allarme a Salerno: «Scaffali vuoti nei supermercati, situazione drammatica». Poi invoca la repressione dopo gli scontri di Milano

Le dichiarazioni sono arrivate questa mattina, martedì 20 ottobre, a margine del convegno “C'è l'AI con te? Job in Campus 2026: l'Intelligenza Artificiale come alleata per il futuro professionale”, organizzato presso l'Università degli Studi di Salerno.
Protesta dei tir, De Luca lancia l'allarme a Salerno: «Scaffali vuoti nei supermercati, situazione drammatica»
La conseguenza più immediata della mobilitazione dei camionisti è visibile nei punti vendita della città, dove le difficoltà nei trasporti stanno provocando ritardi nelle consegne, soprattutto per i prodotti freschi.
A richiamare l'attenzione su questa situazione è stato lo stesso De Luca, rispondendo alle domande dei giornalisti. «Se lei va oggi in un supermercato qui, nella nostra città, troverà vuoti alcuni scaffali soprattutto di frutta. La situazione sta diventando davvero drammatica», ha dichiarato.
Le parole del sindaco arrivano mentre continuano le segnalazioni di carenze nei supermercati del Salernitano, in particolare nei reparti ortofrutticoli. I problemi non interessano indistintamente tutti gli esercizi commerciali, ma riguardano diversi punti vendita che risentono dei rallentamenti lungo la rete di distribuzione.
Per De Luca, tuttavia, gli scaffali vuoti rappresentano soltanto una delle manifestazioni di una crisi economica più profonda. «Ci sono fortissimi ritardi nella comprensione di un problema sociale che è diventato drammatico», ha osservato il primo cittadino, sollecitando una maggiore attenzione verso le difficoltà che stanno attraversando famiglie e imprese.
Caro carburante e guerra in Ucraina, De Luca critica i governi occidentali
Nell'analisi del sindaco, l'aumento del costo della vita è strettamente legato anche alle conseguenze economiche della guerra in Ucraina, che a suo giudizio sarebbero state sottovalutate dai governi occidentali. «Ma si sono resi conto che stiamo pagando noi, nei Paesi occidentali, la guerra in Ucraina? Non lo hanno capito, lo hanno sottovalutato», ha affermato.
Una valutazione politica con la quale De Luca individua nel conflitto uno dei fattori alla base delle attuali difficoltà economiche. Il settore dell'autotrasporto, già al centro delle manifestazioni contro il caro gasolio, è tra quelli maggiormente esposti all'aumento dei costi operativi.
In Campania, i presidi dei camionisti stanno interessando numerosi collegamenti autostradali, con ripercussioni sulla circolazione e sull'approvvigionamento delle merci. Le difficoltà si stanno manifestando anche nella grande distribuzione, soprattutto nei supermercati che dipendono dai centri logistici coinvolti dai blocchi.
Le proteste dei giovani e il fenomeno imitativo: l'analisi di De Luca
Il primo cittadino ha affrontato anche il tema delle manifestazioni che stanno coinvolgendo diverse categorie sociali, invitando a distinguere le rivendicazioni economiche dalle differenti motivazioni che possono spingere le persone a partecipare alle proteste.
In particolare, De Luca si è soffermato sulla presenza dei giovanissimi nelle mobilitazioni. «Mi pare difficile che i ragazzi di 15, 16 anni stiano a protestare per il caro vita, per l'ascensore sociale che non funziona più», ha osservato.
Secondo il sindaco, accanto alle difficoltà economiche esisterebbe anche una componente generazionale, accompagnata da un «fenomeno imitativo rispetto agli eventi della Francia e della Spagna». Una lettura con la quale De Luca invita a non considerare tutte le manifestazioni come espressione delle medesime rivendicazioni sociali.
De Luca sulle violenze durante le manifestazioni: «Ci vuole la repressione»
Il passaggio più duro dell'intervento ha riguardato la gestione dell'ordine pubblico e gli episodi di violenza verificatisi durante alcune proteste. Il sindaco ha richiamato le immagini di un assalto a un supermercato a Milano, durante il quale, secondo quanto da lui riferito, un dipendente sarebbe stato travolto dai partecipanti.
Da qui la richiesta di una risposta più incisiva da parte dello Stato nei confronti di chi commette atti violenti. «Si chiama repressione, è una parola che non si adopera in Italia», ha dichiarato De Luca.
Il primo cittadino ha quindi ribadito la propria posizione: «Ci vuole la repressione. Bisogna capire che di fronte agli atti di violenza bisogna rispondere con le forze dell'ordine in maniera pesante». Nel suo intervento ha inoltre sollecitato modifiche alla normativa penale, chiedendo di «intervenire sul codice penale». «Se consideriamo che un ragazzo a sedici anni è in grado di esprimere una valutazione politica - aggiunge De Luca - dobbiamo anche trarne la conseguenza che a sedici anni deve essere responsabile dei suoi atti».
Tra crisi economica e ordine pubblico, il doppio allarme del sindaco di Salerno
Dalle dichiarazioni rilasciate all'Università emerge una preoccupazione che riguarda due aspetti della situazione attuale: da una parte le difficoltà economiche che stanno colpendo cittadini e imprese, dall'altra il rischio che le tensioni sociali possano sfociare in episodi di violenza. Per De Luca, la risposta delle istituzioni deve quindi muoversi contemporaneamente sul piano socioeconomico e su quello della sicurezza.




