La situazione del pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria dell’Olmo di Cava de’ Tirreni è al centro di un crescente allarme sanitario e istituzionale. Reparti sotto pressione, pazienti costretti ad attendere in piedi per la mancanza di barelle, personale ridotto all’osso e turni massacranti stanno delineando un quadro critico che ha già prodotto conseguenze rilevanti, tra cui le dimissioni della responsabile dell’unità operativa, Barbara Casilli come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Nel documento inviato alla Regione viene evidenziata, come priorità assoluta, la necessità di una governance stabile e autorevole per l’Azienda ospedaliera universitaria “Ruggi d’Aragona”. Viene sollecitata la nomina, entro febbraio 2026, di una direzione completa – generale, sanitaria e amministrativa – così come richiesto dalle organizzazioni sindacali. L’obiettivo indicato è quello di superare l’attuale assetto frammentato, evitando soluzioni commissariali e garantendo una catena di comando chiara, in grado di ristabilire rapporti funzionali con l’Asl Salerno e di tutelare sicurezza e continuità assistenziale.
Tra i punti centrali dell’appello figura anche la richiesta di un piano straordinario di assunzioni e stabilizzazioni per il personale dell’emergenza-urgenza. Senatore richiama l’utilizzo delle risorse previste dai fondi nazionali per il 2026, pari a 7,4 miliardi di euro destinati a personale e abbattimento delle liste d’attesa, per procedere rapidamente all’assunzione di infermieri, operatori socio-sanitari e medici nei pronto soccorso del Santa Maria dell’Olmo, del Ruggi e degli altri Dea campani. Viene indicata la necessità di stabilizzare almeno duemila unità, introducendo incentivi per i turni notturni e festivi e riconoscimenti economici per il personale impegnato nei reparti più esposti.
Un ulteriore nodo riguarda la decongestione dei pronto soccorso attraverso un rafforzamento del filtro territoriale. Tra le misure suggerite figurano il potenziamento della medicina di base, l’attivazione entro la primavera 2026 di guardie mediche h24, il consolidamento della medicina di prossimità e delle case di comunità, così da ridurre gli accessi impropri alle strutture di emergenza. Viene inoltre proposta l’istituzione di un sistema di smistamento delle richieste verso i medici di famiglia e un controllo più stringente delle liste d’attesa.
Nel frattempo, sul territorio si muove anche la mobilitazione civica. I Comitati Uniti a difesa dell’ospedale e della sanità pubblica hanno avviato una raccolta di adesioni tramite i social network in vista di una manifestazione pubblica. I coordinatori Paolo Civetta e Alfredo Senatore hanno annunciato che l’iniziativa sarà apartitica, senza simboli o bandiere, e vedrà in prima linea famiglie e bambini, a tutela del diritto alla salute. La data della manifestazione sarà comunicata nei prossimi giorni, con l’obiettivo dichiarato di una partecipazione ampia e trasversale a sostegno della sanità pubblica e degli operatori impegnati quotidianamente in condizioni di forte criticità.
Pronto soccorso in affanno al Santa Maria dell’Olmo, appello alla Regione
Sul tema è intervenuto l’avvocato Alfonso Senatore, coordinatore del Movimento Meridione Nazionale, che ha indirizzato un appello formale al neo governatore della Campania, Roberto Fico, il quale ha trattenuto per sé la delega alla sanità. Secondo Senatore, l’attuale fase rappresenta un passaggio decisivo per un cambio di rotta nella gestione dell’emergenza sanitaria regionale, ma richiede decisioni operative e non semplici dichiarazioni di intenti.Nel documento inviato alla Regione viene evidenziata, come priorità assoluta, la necessità di una governance stabile e autorevole per l’Azienda ospedaliera universitaria “Ruggi d’Aragona”. Viene sollecitata la nomina, entro febbraio 2026, di una direzione completa – generale, sanitaria e amministrativa – così come richiesto dalle organizzazioni sindacali. L’obiettivo indicato è quello di superare l’attuale assetto frammentato, evitando soluzioni commissariali e garantendo una catena di comando chiara, in grado di ristabilire rapporti funzionali con l’Asl Salerno e di tutelare sicurezza e continuità assistenziale.
Tra i punti centrali dell’appello figura anche la richiesta di un piano straordinario di assunzioni e stabilizzazioni per il personale dell’emergenza-urgenza. Senatore richiama l’utilizzo delle risorse previste dai fondi nazionali per il 2026, pari a 7,4 miliardi di euro destinati a personale e abbattimento delle liste d’attesa, per procedere rapidamente all’assunzione di infermieri, operatori socio-sanitari e medici nei pronto soccorso del Santa Maria dell’Olmo, del Ruggi e degli altri Dea campani. Viene indicata la necessità di stabilizzare almeno duemila unità, introducendo incentivi per i turni notturni e festivi e riconoscimenti economici per il personale impegnato nei reparti più esposti.
Un ulteriore nodo riguarda la decongestione dei pronto soccorso attraverso un rafforzamento del filtro territoriale. Tra le misure suggerite figurano il potenziamento della medicina di base, l’attivazione entro la primavera 2026 di guardie mediche h24, il consolidamento della medicina di prossimità e delle case di comunità, così da ridurre gli accessi impropri alle strutture di emergenza. Viene inoltre proposta l’istituzione di un sistema di smistamento delle richieste verso i medici di famiglia e un controllo più stringente delle liste d’attesa.
Nel frattempo, sul territorio si muove anche la mobilitazione civica. I Comitati Uniti a difesa dell’ospedale e della sanità pubblica hanno avviato una raccolta di adesioni tramite i social network in vista di una manifestazione pubblica. I coordinatori Paolo Civetta e Alfredo Senatore hanno annunciato che l’iniziativa sarà apartitica, senza simboli o bandiere, e vedrà in prima linea famiglie e bambini, a tutela del diritto alla salute. La data della manifestazione sarà comunicata nei prossimi giorni, con l’obiettivo dichiarato di una partecipazione ampia e trasversale a sostegno della sanità pubblica e degli operatori impegnati quotidianamente in condizioni di forte criticità.

