Un professore di un istituto superiore di Rieti è stato licenziato per giusta causa dal Ministero dell'Istruzione dopo aver lasciato un alunno da solo in aula per 10 minuti. Il docente si è giusticato dichiarando di dover prendere un farmaco.
Secondo la ricostruzione, uno dei collaboratori scolastici, passando nel corridoio, avrebbe notato l’assenza del professore dall’aula e chiesto spiegazioni al giovane studente rimasto solo. L’osservazione è stata poi comunicata alla dirigente scolastica, dando il via a una serie di accertamenti che hanno portato al procedimento disciplinare.
L’insegnante, titolare della cattedra di matematica presso il medesimo istituto, ha deciso di contestare il licenziamento tramite il proprio legale, l’avvocato Tiziano Principi. Nel ricorso presentato, si sottolinea la necessità di sospendere cautelarmente il provvedimento e analizzare i fatti nel dettaglio.
La difesa del docente si basa su una versione dei fatti diversa da quella riportata: nega di aver lasciato il ragazzo completamente solo e sostiene di aver chiesto a un collega di un’altra classe di vigilare momentaneamente sull’alunno durante la sua assenza dal bagno. Il motivo per cui si era allontanato, spiega l’insegnante, era l’urgenza di assumere un farmaco, il cui orario coincideva con la breve pausa che si verifica prima della fine delle lezioni. Gli episodi contestati si sarebbero verificati di giovedì, giorno in cui tutta la classe – composta prevalentemente da pendolari – è autorizzata ad uscire prima delle 14 per non perdere le coincidenze con i mezzi pubblici. L’unico alunno rimasto nell’aula, residente nella città di Rieti, attendeva il suono della campanella finale insieme al docente.
Nonostante questa spiegazione e la conferma da parte del collega coinvolto, l’Ufficio scolastico regionale ha avviato un’indagine disciplinare, ascoltando le diverse parti e raccogliendo ulteriori elementi. Il procedimento si è concluso con l’adozione della sanzione più severa: il licenziamento per giusta causa.
Il caso è ora nelle mani del giudice Paolo Mariotti della sezione Lavoro del tribunale locale. La causa è destinata a proseguire fino al ritorno in servizio del magistrato titolare di simili procedimenti, previsto per il 2027.
Rieti, professore licenziato per aver lasciato un alunno da solo in aula per 10 minuti: "Dovevo prendere un farmaco"
Un insegnante di un istituto superiore di Rieti, ormai vicino alla pensione, è stato licenziato per giusta causa dal Ministero dell’Istruzione. La motivazione alla base del provvedimento risiede nella presunta negligenza del docente, accusato di aver lasciato un alunno della sua classe senza sorveglianza per una decina di minuti. L’episodio si sarebbe verificato in due occasioni, quando l’insegnante si era allontanato per andare in bagno.Secondo la ricostruzione, uno dei collaboratori scolastici, passando nel corridoio, avrebbe notato l’assenza del professore dall’aula e chiesto spiegazioni al giovane studente rimasto solo. L’osservazione è stata poi comunicata alla dirigente scolastica, dando il via a una serie di accertamenti che hanno portato al procedimento disciplinare.
L’insegnante, titolare della cattedra di matematica presso il medesimo istituto, ha deciso di contestare il licenziamento tramite il proprio legale, l’avvocato Tiziano Principi. Nel ricorso presentato, si sottolinea la necessità di sospendere cautelarmente il provvedimento e analizzare i fatti nel dettaglio.
La difesa del docente si basa su una versione dei fatti diversa da quella riportata: nega di aver lasciato il ragazzo completamente solo e sostiene di aver chiesto a un collega di un’altra classe di vigilare momentaneamente sull’alunno durante la sua assenza dal bagno. Il motivo per cui si era allontanato, spiega l’insegnante, era l’urgenza di assumere un farmaco, il cui orario coincideva con la breve pausa che si verifica prima della fine delle lezioni. Gli episodi contestati si sarebbero verificati di giovedì, giorno in cui tutta la classe – composta prevalentemente da pendolari – è autorizzata ad uscire prima delle 14 per non perdere le coincidenze con i mezzi pubblici. L’unico alunno rimasto nell’aula, residente nella città di Rieti, attendeva il suono della campanella finale insieme al docente.
Nonostante questa spiegazione e la conferma da parte del collega coinvolto, l’Ufficio scolastico regionale ha avviato un’indagine disciplinare, ascoltando le diverse parti e raccogliendo ulteriori elementi. Il procedimento si è concluso con l’adozione della sanzione più severa: il licenziamento per giusta causa.
Il caso è ora nelle mani del giudice Paolo Mariotti della sezione Lavoro del tribunale locale. La causa è destinata a proseguire fino al ritorno in servizio del magistrato titolare di simili procedimenti, previsto per il 2027.

