Padula, la legalità protagonista della XXIII edizione del Premio internazionale “Joe Petrosino”

Nella mattinata di sabato 26 settembre, nella Sala del Refettorio della Certosa di San Lorenzo di Padula, si è tenuta la ventitreesima edizione del Premio internazionale “Joe Petrosino”.
Il riconoscimento, organizzato dall’Associazione Internazionale Joe Petrosino, è stato attribuito a Lirio Abbate, giornalista investigativo e autore, ai Sostituti Procuratori della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Milano Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, al Maggiore Ulisse, alla guida della sezione CRIMOR dei ROS dei Carabinieri, e al testimone di giustizia Gianfranco Franciosi. Sono state inoltre assegnate cinque Benemerenze al Sostituto Procuratore della Repubblica presso la Procura di Napoli, Direzione Distrettuale Antimafia, Celestina Carrano, al Tenente Colonnello dei Carabinieri Gianluigi Marmora, al Capitano della Guardia di Finanza Luca Patrizi e agli Ispettori della Polizia di Stato della Questura di Potenza Gianpiero Ricotta e Antonio D’Alvano.
Alla cerimonia hanno preso parte il Sindaco di Padula Michela Cimino, il pronipote del poliziotto Nino Melito Petrosino, il Cavaliere Michael Lemma, rappresentanti delle istituzioni civili e militari e gli studenti del Liceo Scientifico “Pisacane”.
Ad aprire l'evento è stato Vincenzo Petrizzo, Presidente dell’Associazione, che ha spiegato: “Questo premio non nasce per celebrare, bensì per portare all’attenzione gli esempi di donne e uomini che hanno dato il proprio contributo alla tutela della legalità e della giustizia. A loro esprimiamo la nostra gratitudine. Oggi, però, desidero dedicare un pensiero soprattutto ai giovani. La memoria deve trasformarsi in formazione, cultura e senso di responsabilità. Dobbiamo spiegare loro che la legalità coinvolge ciascuno di noi: come reagiamo davanti alle difficoltà? Come ci rapportiamo con gli altri? Il modo più autentico di ricordare Joe consiste nel contribuire alla costruzione di una comunità nella quale il rispetto delle regole rappresenti un principio fondamentale. Il nostro grazie va anche a Padula, questa terra che conserva il ricordo di uno dei suoi figli”.
Un intervento è arrivato anche da Nino Melito Petrosino, che ha espresso la propria riconoscenza ai presenti e sottolineato ancora una volta l'importanza della memoria, richiamando alcuni episodi narrati dal nonno Michele, fratello di Joe.
“Ricevere questo riconoscimento mi riempie di orgoglio – ha dichiarato il Sostituto Procuratore Ferracane – Petrosino per me è come un gigante. Una persona determinata e perseverante, capace di spingersi oltre attraverso importanti decisioni investigative, pur essendo pienamente consapevole dei pericoli”. Ferracane e Cerreti sono stati impegnati nell’inchiesta Hydra, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, che ha fatto emergere la presunta presenza in Lombardia di un'alleanza tra le tre principali organizzazioni mafiose storiche.
“Il giornalismo non pronuncia condanne né dispone misure cautelari, ma ha il compito di portare alla luce vicende significative – ha dichiarato invece Abbate – la notizia deve generare interrogativi e attenzione nella società. Il lavoro giornalistico procede lungo percorsi differenti da quelli degli investigatori e richiama l’interesse su vicende che rischiano di rimanere nell’ombra”. Successivamente sono stati trasmessi videomessaggi della dottoressa Cerreti, del Maggiore Ulisse e del testimone di giustizia Franciosi.
Tra le Benemerenze figurano anche quelle conferite ai due Ispettori Ricotta e D’Alvano, protagonisti lo scorso 14 febbraio di un intervento condotto con grande senso del dovere che ha permesso di assicurare alla giustizia tre soggetti dediti ad azioni predatorie, con il supporto dell’Arma dei Carabinieri, al termine di un inseguimento nel Vallo di Diano. Il Premio gode dell’alto patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei deputati, del Ministero dell’Interno e della Regione Campania.
Padula, la legalità protagonista della XXIII edizione del Premio internazionale “Joe Petrosino”
Nella mattinata di sabato 26 settembre, nella Sala del Refettorio della Certosa di San Lorenzo di Padula, si è tenuta la ventitreesima edizione del Premio internazionale “Joe Petrosino”. L’iniziativa valorizza figure che si sono particolarmente impegnate nel contrasto alla criminalità organizzata e nella tutela della legalità, mantenendo vivo il ricordo del celebre poliziotto originario di Padula. Giuseppe Petrosino venne alla luce a Padula il 30 agosto 1860 e nel 1873 si trasferì negli Stati Uniti insieme alla propria famiglia. Dopo essere entrato nel corpo di Polizia di New York, concentrò la propria attività investigativa sulla criminalità organizzata di matrice italiana e sulla “Mano Nera”. Rientrato in Italia per svolgere un incarico investigativo, venne assassinato a Palermo il 12 marzo 1909. Ancora oggi è ricordato come uno dei precursori nella lotta contro la criminalità organizzata.Il riconoscimento, organizzato dall’Associazione Internazionale Joe Petrosino, è stato attribuito a Lirio Abbate, giornalista investigativo e autore, ai Sostituti Procuratori della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Milano Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, al Maggiore Ulisse, alla guida della sezione CRIMOR dei ROS dei Carabinieri, e al testimone di giustizia Gianfranco Franciosi. Sono state inoltre assegnate cinque Benemerenze al Sostituto Procuratore della Repubblica presso la Procura di Napoli, Direzione Distrettuale Antimafia, Celestina Carrano, al Tenente Colonnello dei Carabinieri Gianluigi Marmora, al Capitano della Guardia di Finanza Luca Patrizi e agli Ispettori della Polizia di Stato della Questura di Potenza Gianpiero Ricotta e Antonio D’Alvano.
Alla cerimonia hanno preso parte il Sindaco di Padula Michela Cimino, il pronipote del poliziotto Nino Melito Petrosino, il Cavaliere Michael Lemma, rappresentanti delle istituzioni civili e militari e gli studenti del Liceo Scientifico “Pisacane”.
Ad aprire l'evento è stato Vincenzo Petrizzo, Presidente dell’Associazione, che ha spiegato: “Questo premio non nasce per celebrare, bensì per portare all’attenzione gli esempi di donne e uomini che hanno dato il proprio contributo alla tutela della legalità e della giustizia. A loro esprimiamo la nostra gratitudine. Oggi, però, desidero dedicare un pensiero soprattutto ai giovani. La memoria deve trasformarsi in formazione, cultura e senso di responsabilità. Dobbiamo spiegare loro che la legalità coinvolge ciascuno di noi: come reagiamo davanti alle difficoltà? Come ci rapportiamo con gli altri? Il modo più autentico di ricordare Joe consiste nel contribuire alla costruzione di una comunità nella quale il rispetto delle regole rappresenti un principio fondamentale. Il nostro grazie va anche a Padula, questa terra che conserva il ricordo di uno dei suoi figli”.
Un intervento è arrivato anche da Nino Melito Petrosino, che ha espresso la propria riconoscenza ai presenti e sottolineato ancora una volta l'importanza della memoria, richiamando alcuni episodi narrati dal nonno Michele, fratello di Joe.
“Ricevere questo riconoscimento mi riempie di orgoglio – ha dichiarato il Sostituto Procuratore Ferracane – Petrosino per me è come un gigante. Una persona determinata e perseverante, capace di spingersi oltre attraverso importanti decisioni investigative, pur essendo pienamente consapevole dei pericoli”. Ferracane e Cerreti sono stati impegnati nell’inchiesta Hydra, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, che ha fatto emergere la presunta presenza in Lombardia di un'alleanza tra le tre principali organizzazioni mafiose storiche.
“Il giornalismo non pronuncia condanne né dispone misure cautelari, ma ha il compito di portare alla luce vicende significative – ha dichiarato invece Abbate – la notizia deve generare interrogativi e attenzione nella società. Il lavoro giornalistico procede lungo percorsi differenti da quelli degli investigatori e richiama l’interesse su vicende che rischiano di rimanere nell’ombra”. Successivamente sono stati trasmessi videomessaggi della dottoressa Cerreti, del Maggiore Ulisse e del testimone di giustizia Franciosi.
Tra le Benemerenze figurano anche quelle conferite ai due Ispettori Ricotta e D’Alvano, protagonisti lo scorso 14 febbraio di un intervento condotto con grande senso del dovere che ha permesso di assicurare alla giustizia tre soggetti dediti ad azioni predatorie, con il supporto dell’Arma dei Carabinieri, al termine di un inseguimento nel Vallo di Diano. Il Premio gode dell’alto patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei deputati, del Ministero dell’Interno e della Regione Campania.




