Cronaca

Falsi Picasso destinati a Dubai: riparte a Roma il procedimento davanti alla Corte d’Appello per un 77enne di Nocera Inferiore

Alessia Benincasa
Falsi Picasso destinati a Dubai: riparte a Roma il procedimento davanti alla Corte d’Appello per un 77enne di Nocera Inferiore
Falsi Picasso destinati a Dubai: riparte a Roma il procedimento davanti alla Corte d’Appello per un 77enne di Nocera Inferiore. Lo riporta SalernoToday.

Falsi Picasso destinati a Dubai: riparte a Roma il procedimento davanti alla Corte d’Appello per un 77enne di Nocera Inferiore

Torna al centro dell’attenzione giudiziaria il caso dei 51 presunti dipinti contraffatti attribuiti a Picasso, sequestrati nel 2017 nell’abitazione di un 77enne di Nocera Inferiore, già condannato in primo grado a un anno e otto mesi per possesso di opere falsificate e ricettazione di beni artistici.

La vicenda

La controversa storia dei 59 quadri ritenuti falsi lavori di Pablo Picasso approda davanti alla Corte d’Appello di Roma, riportando ancora una volta Nocera Inferiore e il territorio salernitano al centro dell’attenzione giudiziaria. Lunedì 28 settembre è fissata la prima udienza del secondo grado davanti alla seconda sezione penale della Capitale nei confronti di M.S., 77 anni, residente a Nocera Inferiore. L’uomo, conosciuto nell’area dell’Agro Nocerino-Sarnese, aveva ricevuto in primo grado una condanna a un anno e otto mesi di carcere per le contestazioni relative alla detenzione di opere contraffatte e alla ricettazione, dopo il sequestro effettuato nella sua abitazione alla fine del 2017.

La storia ha oltrepassato i confini nazionali e affonda le proprie origini in una vicenda legata al collezionismo familiare. L’indagine prese avvio quando l’uomo cercò di ottenere l’autorizzazione necessaria per trasferire e commercializzare a Dubai uno dei dipinti. La procedura attirò l’attenzione del Ministero della Cultura e della Fondazione Picasso, che ritenne non autentica la firma apposta sull’opera.

La difesa, rappresentata dagli avvocati salernitani Salvatore Nocera e Giuseppe Spagnuolo, intende mettere in discussione le conclusioni raggiunte nel primo giudizio, fondato anche sulle risultanze di una perizia tecnica. I legali sosterranno davanti ai giudici romani la tesi della buona fede del 77enne, respingendo l’idea che l’uomo possa essere considerato un falsario o un soggetto interessato alla speculazione e proponendo invece una ricostruzione legata esclusivamente alla successione familiare.

A rafforzare questa posizione figura anche L.R., noto maestro ceramista della provincia di Salerno e curatore della raccolta sottoposta a sequestro. Secondo quanto riferito da quest’ultimo, l’imputato non avrebbe mai svolto attività nel commercio delle opere d’arte né avrebbe operato come collezionista, limitandosi a conservare nel territorio nocerino i dipinti ricevuti dal padre G.S., figura conosciuta in passato per la propria attività nel settore dell’arte.

La difesa punta quindi a ottenere una revisione radicale della decisione adottata in primo grado, chiedendo che i cinquantuno quadri sequestrati dai Carabinieri siano riconosciuti come opere autentiche realizzate dal celebre artista spagnolo. L’obiettivo è quello di riabilitare la reputazione della famiglia e rivalutare il patrimonio artistico rimasto per anni custodito a Nocera Inferiore.
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