Falsi Picasso destinati a Dubai: riparte a Roma il procedimento davanti alla Corte d’Appello per un 77enne di Nocera Inferiore

Falsi Picasso destinati a Dubai: riparte a Roma il procedimento davanti alla Corte d’Appello per un 77enne di Nocera Inferiore. Lo riporta SalernoToday.
La storia ha oltrepassato i confini nazionali e affonda le proprie origini in una vicenda legata al collezionismo familiare. L’indagine prese avvio quando l’uomo cercò di ottenere l’autorizzazione necessaria per trasferire e commercializzare a Dubai uno dei dipinti. La procedura attirò l’attenzione del Ministero della Cultura e della Fondazione Picasso, che ritenne non autentica la firma apposta sull’opera.
La difesa, rappresentata dagli avvocati salernitani Salvatore Nocera e Giuseppe Spagnuolo, intende mettere in discussione le conclusioni raggiunte nel primo giudizio, fondato anche sulle risultanze di una perizia tecnica. I legali sosterranno davanti ai giudici romani la tesi della buona fede del 77enne, respingendo l’idea che l’uomo possa essere considerato un falsario o un soggetto interessato alla speculazione e proponendo invece una ricostruzione legata esclusivamente alla successione familiare.
A rafforzare questa posizione figura anche L.R., noto maestro ceramista della provincia di Salerno e curatore della raccolta sottoposta a sequestro. Secondo quanto riferito da quest’ultimo, l’imputato non avrebbe mai svolto attività nel commercio delle opere d’arte né avrebbe operato come collezionista, limitandosi a conservare nel territorio nocerino i dipinti ricevuti dal padre G.S., figura conosciuta in passato per la propria attività nel settore dell’arte.
La difesa punta quindi a ottenere una revisione radicale della decisione adottata in primo grado, chiedendo che i cinquantuno quadri sequestrati dai Carabinieri siano riconosciuti come opere autentiche realizzate dal celebre artista spagnolo. L’obiettivo è quello di riabilitare la reputazione della famiglia e rivalutare il patrimonio artistico rimasto per anni custodito a Nocera Inferiore.
Falsi Picasso destinati a Dubai: riparte a Roma il procedimento davanti alla Corte d’Appello per un 77enne di Nocera Inferiore
Torna al centro dell’attenzione giudiziaria il caso dei 51 presunti dipinti contraffatti attribuiti a Picasso, sequestrati nel 2017 nell’abitazione di un 77enne di Nocera Inferiore, già condannato in primo grado a un anno e otto mesi per possesso di opere falsificate e ricettazione di beni artistici.La vicenda
La controversa storia dei 59 quadri ritenuti falsi lavori di Pablo Picasso approda davanti alla Corte d’Appello di Roma, riportando ancora una volta Nocera Inferiore e il territorio salernitano al centro dell’attenzione giudiziaria. Lunedì 28 settembre è fissata la prima udienza del secondo grado davanti alla seconda sezione penale della Capitale nei confronti di M.S., 77 anni, residente a Nocera Inferiore. L’uomo, conosciuto nell’area dell’Agro Nocerino-Sarnese, aveva ricevuto in primo grado una condanna a un anno e otto mesi di carcere per le contestazioni relative alla detenzione di opere contraffatte e alla ricettazione, dopo il sequestro effettuato nella sua abitazione alla fine del 2017.La storia ha oltrepassato i confini nazionali e affonda le proprie origini in una vicenda legata al collezionismo familiare. L’indagine prese avvio quando l’uomo cercò di ottenere l’autorizzazione necessaria per trasferire e commercializzare a Dubai uno dei dipinti. La procedura attirò l’attenzione del Ministero della Cultura e della Fondazione Picasso, che ritenne non autentica la firma apposta sull’opera.
La difesa, rappresentata dagli avvocati salernitani Salvatore Nocera e Giuseppe Spagnuolo, intende mettere in discussione le conclusioni raggiunte nel primo giudizio, fondato anche sulle risultanze di una perizia tecnica. I legali sosterranno davanti ai giudici romani la tesi della buona fede del 77enne, respingendo l’idea che l’uomo possa essere considerato un falsario o un soggetto interessato alla speculazione e proponendo invece una ricostruzione legata esclusivamente alla successione familiare.
A rafforzare questa posizione figura anche L.R., noto maestro ceramista della provincia di Salerno e curatore della raccolta sottoposta a sequestro. Secondo quanto riferito da quest’ultimo, l’imputato non avrebbe mai svolto attività nel commercio delle opere d’arte né avrebbe operato come collezionista, limitandosi a conservare nel territorio nocerino i dipinti ricevuti dal padre G.S., figura conosciuta in passato per la propria attività nel settore dell’arte.
La difesa punta quindi a ottenere una revisione radicale della decisione adottata in primo grado, chiedendo che i cinquantuno quadri sequestrati dai Carabinieri siano riconosciuti come opere autentiche realizzate dal celebre artista spagnolo. L’obiettivo è quello di riabilitare la reputazione della famiglia e rivalutare il patrimonio artistico rimasto per anni custodito a Nocera Inferiore.




