Dalla gioia all'amarezza per i lavori che procedono a rilento sul Ponte Caiazzano, lungo la Strada Provinciale SP51 Padula–Sassano. La denuncia del Codacons Cilento: "Un'umiliazione per il Vallo di Diano". Lo riporta OndaNews.
Dai dati raccolti e analizzati sulla base delle dichiarazioni ufficiali della Provincia di Salerno, emerge un quadro critico. A oltre due anni dall’avvio dei lavori, risalente a gennaio 2024, solo il 40% è stato completato. E questo, nonostante siano stati superati tutti gli imprevisti tecnici - tra cui interventi legati a CONSAC, SNAM e le prove di carico. Risultano assenti problemi di liquidità o contenziosi legali. Attualmente il ponte è stato demolito, le fondazioni realizzate e i controfossi completati, ma i lavori procedono a rilento. Mentre il cronoprogramma prevede una conclusione entro novembre 2026, la sfiducia nella credibilità di queste tempistiche cresce incessantemente.
"L’avanzamento dei lavori procede in modo intermittente, come fosse un intervento di scarso rilievo – denuncia Lanzara – e intanto famiglie, lavoratori, imprese agricole e mezzi di soccorso continuano a subire disagi enormi. Se la Provincia sostiene che gli ostacoli tecnici sono stati risolti, perché non c’è una progressione costante? Perché il Vallo di Diano deve accettare un simile trattamento, privo di trasparenza e di chiare responsabilità?".
La situazione della viabilità alternativa è definita “insufficiente e pericolosa” dal Codacons Cilento, che sottolinea come i costi economici e sociali abbiano ormai superato ogni limite accettabile. Con un territorio isolato da ormai quattro anni e un livello di fiducia nelle istituzioni precipitato al minimo storico, l’assenza di una data certa per la conclusione dei lavori risulta ormai insostenibile.
"Non tollereremo ulteriori rinvii o promesse che rimangono solo sulla carta – incalza Lanzara –. La Provincia ha il dovere di fornire una data definitiva, concreta e verificabile per la riapertura del ponte. Il Vallo di Diano non è una landa dimenticata: è una comunità viva, produttiva e resiliente che oggi dice basta agli inganni e alle esitazioni".
In seguito alle risposte istituzionali ricevute, il Codacons Cilento dichiara l’intenzione di avanzare un nuovo ricorso formale: “Ci rivolgeremo nuovamente al Difensore Civico della Regione Campania per ottenere chiarimenti netti e trasparenti. I cittadini hanno diritto a sapere la verità, non ad essere disorientati da comunicazioni vaghe”.
Tra le richieste del Codacons figura anche l’istituzione di un monitoraggio mensile pubblico sullo stato dei lavori, la creazione di un tavolo permanente con Provincia, Comuni e Prefettura, la verifica della corretta destinazione dei fondi pubblici e l’accertamento di eventuali responsabilità, siano esse amministrative, tecniche o politiche.
"Il Vallo di Diano non può permettersi ulteriori attese – conclude Lanzara –. Il completamento e la riapertura del Ponte Caiazzano rappresentano ormai una battaglia per la dignità, i diritti e la giustizia".
Ponte Caiazzano, i lavori procedono a rilento. Codacons Cilento: "Un'umiliazione per il Vallo di Diano"
L’ennesima emergenza legata al Ponte Caiazzano, lungo la Strada Provinciale SP51 Padula–Sassano, torna al centro del dibattito provinciale, regionale e nazionale. Il Codacons Cilento, attraverso il portavoce Bartolomeo Lanzara, esprime con fermezza il proprio dissenso, definendo la situazione in atto “un’umiliazione per il Vallo di Diano e un affronto all’intelligenza dei cittadini”.Dai dati raccolti e analizzati sulla base delle dichiarazioni ufficiali della Provincia di Salerno, emerge un quadro critico. A oltre due anni dall’avvio dei lavori, risalente a gennaio 2024, solo il 40% è stato completato. E questo, nonostante siano stati superati tutti gli imprevisti tecnici - tra cui interventi legati a CONSAC, SNAM e le prove di carico. Risultano assenti problemi di liquidità o contenziosi legali. Attualmente il ponte è stato demolito, le fondazioni realizzate e i controfossi completati, ma i lavori procedono a rilento. Mentre il cronoprogramma prevede una conclusione entro novembre 2026, la sfiducia nella credibilità di queste tempistiche cresce incessantemente.
"L’avanzamento dei lavori procede in modo intermittente, come fosse un intervento di scarso rilievo – denuncia Lanzara – e intanto famiglie, lavoratori, imprese agricole e mezzi di soccorso continuano a subire disagi enormi. Se la Provincia sostiene che gli ostacoli tecnici sono stati risolti, perché non c’è una progressione costante? Perché il Vallo di Diano deve accettare un simile trattamento, privo di trasparenza e di chiare responsabilità?".
La situazione della viabilità alternativa è definita “insufficiente e pericolosa” dal Codacons Cilento, che sottolinea come i costi economici e sociali abbiano ormai superato ogni limite accettabile. Con un territorio isolato da ormai quattro anni e un livello di fiducia nelle istituzioni precipitato al minimo storico, l’assenza di una data certa per la conclusione dei lavori risulta ormai insostenibile.
"Non tollereremo ulteriori rinvii o promesse che rimangono solo sulla carta – incalza Lanzara –. La Provincia ha il dovere di fornire una data definitiva, concreta e verificabile per la riapertura del ponte. Il Vallo di Diano non è una landa dimenticata: è una comunità viva, produttiva e resiliente che oggi dice basta agli inganni e alle esitazioni".
In seguito alle risposte istituzionali ricevute, il Codacons Cilento dichiara l’intenzione di avanzare un nuovo ricorso formale: “Ci rivolgeremo nuovamente al Difensore Civico della Regione Campania per ottenere chiarimenti netti e trasparenti. I cittadini hanno diritto a sapere la verità, non ad essere disorientati da comunicazioni vaghe”.
Tra le richieste del Codacons figura anche l’istituzione di un monitoraggio mensile pubblico sullo stato dei lavori, la creazione di un tavolo permanente con Provincia, Comuni e Prefettura, la verifica della corretta destinazione dei fondi pubblici e l’accertamento di eventuali responsabilità, siano esse amministrative, tecniche o politiche.
"Il Vallo di Diano non può permettersi ulteriori attese – conclude Lanzara –. Il completamento e la riapertura del Ponte Caiazzano rappresentano ormai una battaglia per la dignità, i diritti e la giustizia".

