Pompei, torna a splendere nei suoi intensi colori, il grande affresco del giardino della Casa dei Ceii al termine di un importante restauro sugli apparati decorativi. La Casa dei Ceii, scavata tra il 1913 e il 1914, rappresenta uno dei rari esempi di dimora antica di età tardo-sannitica (II sec. a.C.).
Pompei, terminato l'affesco del giardino della Casa dei Ceii
https://youtu.be/9jA1v4ti6W4
Come una pellicola sbiadita dal tempo e restaurata, così riprende vita, in tutto il suo fulgore e vividezza, la grande
pittura che orna la parete di fondo del
giardino di questa casa, con la scena di
caccia con
animali selvatici e assieme alle scene di paesaggi egittizzanti popolati di
Pigmei e animali del
Delta del Nilo raffigurati sulle pareti laterali.
L'interesse per la cultura egizia
Si trattava di soggetti spesso ricorrenti nella
decorazione dei
muri perimetrali dei giardini pompeiani, al fine di ampliare illusionisticamente le dimensioni di tali spazi ed evocare all’interno degli stessi un’atmosfera idilliaca e suggestiva. In questo caso, con ogni probabilità, il
tema delle
pitture testimoniava anche un legame e un interesse specifico che il proprietario della
domus aveva per il mondo egizio e per il culto di Iside, particolarmente diffuso a
Pompei negli ultimi anni di vita della città.
Mancanza di un'adeguata manutenzione
Negli anni a causa della mancanza di una adeguata
manutenzione e all’utilizzo di pratiche di restauro non idonee, si è assistito a un progressivo degrado dei dipinti e al danneggiamento degli affreschi, soprattutto nelle parti basse dove maggiormente influisce l’umidità. Grazie ad un
intervento, molto complesso, si è potuti addivenire ad una
pulitura della
pellicola pittorica anche mediante l’utilizzo del laser, che ha permesso di ripulire porzioni importanti del dipinto, soprattutto nella parte relativa alla
decorazione botanica dell’
affresco. Le parti abrase del dipinto sono state recuperate attraverso un ritocco pittorico puntuale. Tutto l’ambiente è stato chiuso per evitare, per il futuro, infiltrazioni di acqua piovana e preservarne adeguatamente l’area. L’intervento è stato realizzato con fondi ordinari del
Parco Archeologico di Pompei.
Dimora di età tardo-sannitica
La Casa dei Ceii, scavata tra il 1913 e il 1914, rappresenta uno dei rari esempi di
dimora antica di
età tardo-sannitica (II sec. a.C.). La
proprietà della domus è stata attribuita al
magistrato Lucius Ceius Secundus, sulla base di una iscrizione elettorale dipinta sul prospetto esterno della casa. La
facciata della
domus, con il suo rivestimento a riquadri in stucco bianco e l’alto portale coronato da capitelli cubici, è esemplificativa dell’aspetto severo che doveva avere una casa di livello medio d’
età tardo sannitica (II sec. a.C.). Al centro dell’atrio tetrastilo peculiare è la
vasca dell’
impluvio, realizzata con frammenti di anfore posti di taglio, secondo una tecnica diffusa in Grecia ma che Pompei trova solo un altro confronto nella casa della Caccia Antica.
Il Grande progetto Pompei
La domus era stata oggetto negli anni passati, nell’ambito del
Grande progetto Pompei, di interventi di riqualificazione, regimentazione delle acque meteoriche e manutenzione delle coperture, resisi necessari a causa di una progressiva
perdita di funzio
nalità delle stesse, che negli anni stava esponendo ad un serio rischio degrado gli ambienti sottostanti, caratterizzati da intonaci decorati e pavimenti di grande pregio.
Allestimento originale
Nella casa era stato riproposto parte dell’allestimento originario della dimora, con la ricollocazione del tavolo in marmo e della vera di
pozzo nell’
atrio, dove è anche visibile il calco di un
armadio e il
calco della
porta di accesso della casa. Mentre nella cucina è visibile una piccola macina domestica.