Restano in
carcere i quattro
ragazzi, tutti minorenni, responsabili dell'
aggressione e rapina al
rider di
Napoli ad inizio gennaio. Nel giro di una settimana furono arrestati e nelle scorse settimane i loro avvocati avevano chiesto la
scarcerazione. Richiesta respinta dal giudice del Tribunale per i Minori di Napoli con motivazioni forti e che faranno discutere.
Napoli, rapina e aggressione al rider: ragazzi restano in carcere
I quattro sono accusati di atteggiamento ozioso, di uno stile di vita
"senza il minimo rispetto delle regole comuni”. In particolar modo è stato evidenziato che le rapine sono state commesse
"non per bisogno o soldi" ma per effettuare
"un'azione" in stile
"arancia meccanica".
Napoli, che fine ha fatto Gianni, il rider rapinato?
Che fine ha fatto Gianni, il
rider rapinato a
Napoli la notte tra l'1 ed il 2 gennaio? Dopo l'aggressione subita, si è attivata la macchina della solidarietà che ha portato a raccogliere circa 11mila euro.
Gianni ha incassato l'assegno accettando la somma raccolta da alcuni imprenditori del Napoletano ma ha deciso che donerà una buona parte della somma alla
Fondazione Ferrara Cannavaro.
Dopo l'aggressione, la successiva raccolta fondi in favore di
Gianni insospettì la magistratura che decise di avviare una indagine. E così lo stesso Gianni fece un passo indietro, pur dicendosi commosso per il
gesto dei benefattori.
L'iniziale rinuncia
Lo scooter gli fu restituito e dunque rinunciò ai soldi raccolti. La piattaforma
Gofundme congelò gli 11mila euro mentre
Gianni ha trovato
lavoro a
Casoria in un
supermercato, dove attualmente lavora nel reparto di
macelleria.