Petina insignita del titolo di "Città del Folkore": il riconoscimento assegnato Federazione Italiana Tradizioni Popolari. Lo riporta Il Giornale del Cilento.
Con poco più di mille abitanti, Petina è una comunità piccola ma vibrante, in cui la volontà di preservare il proprio patrimonio culturale è evidente in ogni gesto e nelle festività che scandiscono il ritmo delle stagioni. Nota anche come la terra della fragolina di bosco, Petina si distingue per la sua straordinaria capacità di contrastare l'isolamento e la monotonia attraverso il potere aggregante delle tradizioni popolari.
Le sue strade e piazze sembrano raccontare storie antiche, tramandate da generazioni che hanno trovato nella musica, nella danza e nei legami comunitari una forma di resistenza alla modernità incalzante. Un esempio illuminante di questo spirito è il Gruppo Folklorico "A Spiga Rossa", fondato nel 1970 con l'intento di custodire e celebrare il patrimonio immateriale della comunità. Guidato dal dinamico Ciro Marino, il gruppo ha saputo coinvolgere intere generazioni nella valorizzazione di costumi tradizionali e melodie secolari, combattendo il rischio dello spopolamento che minaccia molti borghi italiani.
Tra le numerose iniziative promosse dal gruppo spicca il Festival Internazionale del Folklore, una manifestazione annuale che attira appassionati da tutto il mondo. È proprio questo impegno nella preservazione della cultura popolare che ha portato Petina a essere insignita del prestigioso titolo. L'evento ufficiale avrà luogo il 6 giugno 2026, e vedrà protagonisti istituzioni locali, cittadini e ospiti di rilievo nella splendida cornice della villa comunale.
La cerimonia sarà aperta alle 17.00 con un Consiglio Comunale straordinario, durante il quale il presidente della Federazione Italiana Tradizioni Popolari, Gerardo Bonifati, consegnerà il titolo al borgo. Seguiranno una grande festa popolare e una sfilata dei gruppi folklorici affiliati alla federazione, in un’atmosfera che promette di essere carica di emozioni e colori. La fragolina di bosco, emblema del paese, sarà al centro delle specialità gastronomiche proposte dalla Pro Loco con l'aiuto di chef rinomati, tra cui Antonio Bedini e Vincenzo De Giorgio, membri dell'Associazione Internazionale Discepoli di Escoffier.
Petina rappresenta un esempio luminoso di come i piccoli centri possano diventare baluardi di memoria e tradizione. Nonostante le sfide imposte dal tempo e dalla geografia, ha dimostrato che l'amore per le proprie radici può dare frutti duraturi, trasformando la nostalgia in una forza attiva per costruire il futuro.
In questa giornata di festa, la comunità petinese celebra non solo un titolo prestigioso, ma la vittoria della speranza e dell'unità. È il segno tangibile che i sogni condivisi possono realmente diventare realtà, generando una felicità che si nutre della bellezza semplice ma profonda della tradizione.
Petina diventa "Città del Folkore": il riconoscimento assegnato Federazione Italiana Tradizioni Popolari
Petina, il pittoresco borgo affacciato sui monti Alburni, si prepara a celebrare un evento che incarna la sua essenza più autentica: la nomina ufficiale a "Città del Folklore". Questo riconoscimento, assegnato dalla Federazione Italiana Tradizioni Popolari, non è soltanto un titolo simbolico, ma una celebrazione della sua anima profondamente radicata nella tradizione, nella cultura e nell'identità condivisa.Con poco più di mille abitanti, Petina è una comunità piccola ma vibrante, in cui la volontà di preservare il proprio patrimonio culturale è evidente in ogni gesto e nelle festività che scandiscono il ritmo delle stagioni. Nota anche come la terra della fragolina di bosco, Petina si distingue per la sua straordinaria capacità di contrastare l'isolamento e la monotonia attraverso il potere aggregante delle tradizioni popolari.
Le sue strade e piazze sembrano raccontare storie antiche, tramandate da generazioni che hanno trovato nella musica, nella danza e nei legami comunitari una forma di resistenza alla modernità incalzante. Un esempio illuminante di questo spirito è il Gruppo Folklorico "A Spiga Rossa", fondato nel 1970 con l'intento di custodire e celebrare il patrimonio immateriale della comunità. Guidato dal dinamico Ciro Marino, il gruppo ha saputo coinvolgere intere generazioni nella valorizzazione di costumi tradizionali e melodie secolari, combattendo il rischio dello spopolamento che minaccia molti borghi italiani.
Tra le numerose iniziative promosse dal gruppo spicca il Festival Internazionale del Folklore, una manifestazione annuale che attira appassionati da tutto il mondo. È proprio questo impegno nella preservazione della cultura popolare che ha portato Petina a essere insignita del prestigioso titolo. L'evento ufficiale avrà luogo il 6 giugno 2026, e vedrà protagonisti istituzioni locali, cittadini e ospiti di rilievo nella splendida cornice della villa comunale.
La cerimonia sarà aperta alle 17.00 con un Consiglio Comunale straordinario, durante il quale il presidente della Federazione Italiana Tradizioni Popolari, Gerardo Bonifati, consegnerà il titolo al borgo. Seguiranno una grande festa popolare e una sfilata dei gruppi folklorici affiliati alla federazione, in un’atmosfera che promette di essere carica di emozioni e colori. La fragolina di bosco, emblema del paese, sarà al centro delle specialità gastronomiche proposte dalla Pro Loco con l'aiuto di chef rinomati, tra cui Antonio Bedini e Vincenzo De Giorgio, membri dell'Associazione Internazionale Discepoli di Escoffier.
Petina rappresenta un esempio luminoso di come i piccoli centri possano diventare baluardi di memoria e tradizione. Nonostante le sfide imposte dal tempo e dalla geografia, ha dimostrato che l'amore per le proprie radici può dare frutti duraturi, trasformando la nostalgia in una forza attiva per costruire il futuro.
In questa giornata di festa, la comunità petinese celebra non solo un titolo prestigioso, ma la vittoria della speranza e dell'unità. È il segno tangibile che i sogni condivisi possono realmente diventare realtà, generando una felicità che si nutre della bellezza semplice ma profonda della tradizione.

