Rischia l'arresto per quattro
zanne di
elefante esposte in una sala di una struttura ricettiva della provincia di
Palermo: scatta il
sequestro.Palermo, sequestro di zanne di elefante esposte
Quattro zanne di elefante esposte in una sala di una struttura ricettiva sono state sequestrate dai Carabinieri forestali del
centro anticrimine natura. Le
zanne, insieme ad altri manufatti sempre ricavati da parti di
elefante, costituivano una delle attrazioni, tanto da venire spesso immortalate dagli avventori e postate sui social network. Attraverso il monitoraggio della rete, i militari specializzati del nucleo Cites hanno effettuato un controllo di natura amministrativa per verificare la legale detenzione degli esemplari.
Il controllo
Secondo i carabinieri, dunque, le
zanne sarebbero state illecitamente prelevate e portate in Italia. Tale circostanza, se confermata, integrerebbe gli estremi di un reato per il quale è prevista la pena dell'arresto da 6 mesi a 2 anni e un'ammenda da 15mila a 150mila euro. L'avorio, infatti, è sottoposto alle tutele previste dalla convenzione di Washington che disciplina il commercio internazionale di specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione, il cui sfruttamento commerciale (ma anche la sola detenzione) senza gli appositi certificati rilasciati dai 28 nuclei Cites italiani configura un'ipotesi di reato.
Il rinvenimento
Il rinvenimento è di particolare rilevanza sia per le dimensioni delle
zanne, alte ciascuna più di due metri e di circa 20 chili di peso, sia per la circostanza che si tratta di
zanne non lavorate, la cui disciplina è ancora più restrittiva di quella relativa all’avorio lavorato. L’avorio grezzo - se di origine non certificata - potrebbe costituire infatti materia prima per realizzare nuovi manufatti, incrementando così il mercato illegale che, sia la normativa internazionale sia la normativa comunitaria, stanno sempre più restringendo.