Tragedia sulle rive del fiume
Brenta. Un
bambino di soli 11 anni ha perso la vita, nel tentativo di
recuperare il
pallone. Il piccolo è stato inghiottito dalla corrente. La madre, dopo la morte del figlio, ha tentato il
suicidio.Padova, tenta il suicidio dopo la morte del figlio
La vittima è
Aisa Oubella. Il piccolo era insieme alla sorella di 15 anni e al fratello di 8 lungo l’argine del corso d’acqua in costume di bagno. Verso le 16.30 è finito nella acque agitate del Brenta. La sorella ha tentato di
trattenerlo ma dopo alcuni istanti Aisa ha preso il largo, trascinato dalla
corrente violenta che l’ha
inghiottito.
A lanciare l’allarme una donna di 43 anni che faceva footing. Un ciclista che percorreva l’argine ha cercato di seguire la sagoma del ragazzino che provava inutilmente a mantenersi a galla. L’elicottero del Suem è decollato da Padova e quello dei sommozzatori da Venezia per un tentativo disperato di
salvarlo.
Le prime ricerche
Le prime ricerche hanno dato esito negativo poi dall’alto è stato riconosciuto il corpo che si era fermato sulle chiuse del ponte di Carturo a
Piazzola. Il corpo senza vita è stato portato a riva dai pompieri e nel frattempo in zona sono arrivati i familiari del bambino e i carabinieri per i rilievi.
Il tentato suicidio
Appena appresa la notizia, la mamma del piccolo ha tentato il
suicidio gettandosi in un torrente adiacente la sua abitazione. A salvarla alcuni parenti e vicini, che poi
l’hanno trasportata all’ospedale di Cittadella.