Giuseppe Buono, il
badante indagato per l
'omicidio della 91enne
Maria Grazia Martino e del ferimento della sorella Adele a
Salerno, ha negato di aver commesso una
rapina precedente ai danni di un'anziana residente a
Baronissi. "
L'anziana si confonde, non l'ho rapinata io, forse è influenzata dal delitto di Salerno", ha detto ieri davanti al sostituto procuratore Amoruso del Tribunale di Nocera Inferiore nel corso dell'interrogatorio richiesto dall'avvocatessa Assunta Mutalipassi. A riportare la notizia è l'odierna edizione de Il Mattino.
Omicidio a Salerno, l'ex badante killer nega la rapina precedente
Stando a quanto si apprende,
Buono ha confermato di essere stato a casa della vittima alcuni giorni prima ma per effettuare lavori commissionati dal marito dell'anziana. Per questo motivo, secondo il racconto dell'indagato, sarebbero state trovate delle impronte vicino la
porta dell'ingresso. Sulla vicenda, secondo la
ricostruzione della difesa, c'è ancora tanto da chiarire. Nelle deposizioni la vittima, in un primo momento, aveva dichiarato ai
carabinieri di aver visto il
Buono riconoscendolo come l'autore del colpo; poi avrebbe indicato anche la presenza di una seconda persona.
Le indagini
Stando a quanto ricostruito dai
carabinieri di Mercato San Severino nel corso delle indagini, l'ex badante avrebbe forzato la porta d'ingresso dell'abitazione, quando la casa era vuota. Di rientro dalla passeggiata con il cane, l'85enne avrebbe trovato in casa Buono. Poi l'aggressione.