I Carabinieri della compagnia di Napoli Stella hanno eseguito un ordine di esecuzione per la carcerazione ai danni di un 38enne accusato dell'omicidio aggravato da modalità mafiose avvenuto ad Acerra il 20 maggio 2020, durante il lockdown.
L'arma impiegata nell'agguato era una pistola di grosso calibro, sottratta diversi anni fa nel territorio salernitano. Anche l’automobile utilizzata dal commando risultava essere rubata nel 2019 in un paese della provincia di Napoli. Lo riporta SalernoToday.
Il responsabile dell’omicidio dovrà scontare una pena di 14 anni di reclusione oltre alle pene accessorie. L’autore del delitto è stato individuato grazie alle indagini condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna sotto la direzione della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. La complessa attività investigativa, articolatasi per anni in maniera costante e accurata, ha portato alla sua definitiva condanna e al trasferimento in carcere, dove sconterà la pena.
Le prove decisive per risalire al colpevole sono state fornite dai filmati delle telecamere di sorveglianza e dall’analisi dei contatti telefonici, effettuata attraverso un software dedicato. Entrambi questi elementi si sono rivelati cruciali per incastrare V.B. L’arma del crimine, una pistola rubata anni fa nel Salernitano, e il veicolo utilizzato nel delitto, anch’esso rubato nel 2019 in una località dell’hinterland napoletano, sono stati altrettanto fondamentali nel ricostruire i fatti e legarli all’autore dell'efferato delitto.
L'arma impiegata nell'agguato era una pistola di grosso calibro, sottratta diversi anni fa nel territorio salernitano. Anche l’automobile utilizzata dal commando risultava essere rubata nel 2019 in un paese della provincia di Napoli. Lo riporta SalernoToday.
Ucciso nel cortile di casa, emesso l'ordine di carcerazione per il killer: usata una pistola rubata nel Salernitano
I Carabinieri della compagnia di Napoli Stella hanno eseguito un ordine di esecuzione per la carcerazione, emesso dall’Ufficio esecuzioni penali della Procura della Repubblica di Napoli, ai danni di V.B., 38 anni. L’ordine è arrivato dopo la sentenza definitiva per l’omicidio aggravato da modalità mafiose, avvenuto ad Acerra il 20 maggio 2020, durante il lockdown. La vittima, P.T., un uomo di 55 anni ritenuto all’epoca il capo del clan omonimo, fu colpita a morte con colpi d’arma da fuoco mentre si trovava nel cortile della sua abitazione.Il responsabile dell’omicidio dovrà scontare una pena di 14 anni di reclusione oltre alle pene accessorie. L’autore del delitto è stato individuato grazie alle indagini condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna sotto la direzione della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. La complessa attività investigativa, articolatasi per anni in maniera costante e accurata, ha portato alla sua definitiva condanna e al trasferimento in carcere, dove sconterà la pena.
Le prove decisive per risalire al colpevole sono state fornite dai filmati delle telecamere di sorveglianza e dall’analisi dei contatti telefonici, effettuata attraverso un software dedicato. Entrambi questi elementi si sono rivelati cruciali per incastrare V.B. L’arma del crimine, una pistola rubata anni fa nel Salernitano, e il veicolo utilizzato nel delitto, anch’esso rubato nel 2019 in una località dell’hinterland napoletano, sono stati altrettanto fondamentali nel ricostruire i fatti e legarli all’autore dell'efferato delitto.

