Il
Kiricocho, l'urlo portatore di sventura, colpisce anche alle
Olimpiadi ma questa volta contro la
nazionale Italiana di
pallavolo. Se agli Europei era stato il nostro
Giorgio Chiellini a tirarlo fuori nel momento del massimo bisogno, ieri il grido si è levato nella partita di quarti di finale contro l'
Argentina. Proprio la squadra Albiceleste ha battuto gli Azzurri qualificandosi per la semifinale.
L'incubo del Kiricocho colpisce alle Olimpiadi: cosa è successo
L'anatema
Kiricocho nasce proprio in
Argentina negli anni '80, quando Carlos Bilardo ebbe l'intuizione geniale di spedire ad osservare gli allenamenti altrui un tifoso della squadra da lui allenata, l'Estudiantes: si trattava di una persona che aveva fama di
potentissimo iettatore. Una mossa che pagò subito dividendi: la vittoria nel campionato argentino.
Da allora il nome di
Kiricocho è diventato una
parola temutissima nel mondo dello sport, con parecchi episodi a certificare la sua potenza micidiale quando viene scagliato per gettare negatività sugli avversari.
L'urlo di Chiellini alla finale degli Europei 2020
Chiellini lo sapeva bene, ed anche l'altro giorno chi lo ha
urlato nel palazzetto di Tokyo sapeva benissimo che il colpo deve essere mirato bene, secco e nel
momento decisivo. Ed infatti l'Italia era avanti un set a zero e vinceva 9-7 nel secondo, quando al servizio è andato in salto Alessandro Michieletto. Mentre il 19enne schiacciatore azzurro era in volo, è stato lanciato l'anatema mortifero: battuta sbagliata e match che è girato da quel momento.
La
squadra albiceleste ha
vinto secondo e
terzo set, perdendo il quarto e chiudendo poi la partita al tie-break decisivo. Se gli azzurri fossero riusciti a portarsi sul 2-0, probabilmente sarebbe stata un'altra storia: in Argentina non hanno dubbi, è stato il potere nero, nerissimo, di
Kirococho.