È attesa per oggi, martedì 2 marzo, la firma del nuovo dpcm di Mario Draghi. Ieri si è tenuta una riunione interlocutoria a palazzo Chigi sul nuovo provvedimento. Ci sono ancora dei punti da chiarire, tra questi il nodo della scuola che ha diviso i presenti. "Saranno chiuse nelle zone rosse", ha spiegato il coordinatore del Cts Agostino Miozzo ma si discute se introdurre una stretta nelle zone arancioni e se apportare nuove restrizioni.
Nell'incontro alla presenza del presidente del Consiglio Draghi, dei membri del Cts e dei ministri interessati, sì è ribadito inoltre - dopo il cambio di guardia che ha visto la sostituzione del commissario all'emergenza Arcuri - la necessità di accelerare sul piano vaccini, con le forze politiche che sostengono il governo (da Lega a FI) che insistono sulla necessità che ci siano impianti anche in Italia e che si arrivi all'ok anche di Sputnik.
Covid, oggi la firma del nuovo dpcm di Mario Draghi
Il Dpcm sarà firmato oggi, dopo una nuova riunione della cabina di regia e l’interlocuzione con le Regioni che nei giorni scorsi, in via informale, hanno inviato delle osservazioni al governo. Oltre a confermare la forma, ovvero l’uso del
Dpcm (Decreto del presidente del Consiglio dei ministri),
Draghi sembra voler seguire anche la linea del precedente esecutivo: se il provvedimento inviato dal governo alle Regioni non sarà modificato, gli unici allentamenti riguarderanno
cinema e
teatri, che potranno
riaprire dal
prossimo 27 marzo.
Per il resto vengono
confermate le
misure già in vigore, ad eccezione della
stretta per
barbieri e
parrucchieri: in
zona rossa dovranno
restare chiusi. Sarà quindi la seconda
Pasqua consecutiva con le
restrizioni anti Covid: le misure, infatti, “
sono efficaci fino al 6 aprile 2021”, il giorno dopo
Pasquetta.
La
bozza prevede che dal
27 marzo gli
spettacoli aperti al
pubblico in
sale teatrali,
sale da
concerto,
sale cinematografiche e in altri spazi anche all'aperto sono svolti con
posti a
sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi
Le attività, specifica la
bozza, potranno svolgersi a condizione che siano approvati nuovi
protocolli o
linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento, approvati dal
ministero dei Beni e delle attività culturali e validati dal
Comitatotecnico-scientifico, che indichino anche il numero massimo di spettatori per spettacoli all'aperto e di spettatori per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala
"
Restano sospesi gli eventi – si legge nella bozza inviata alle Regioni –
che implichino assembramenti in spazi chiusi o all'aperto, comprese le manifestazioni fieristiche e i congressi nonché le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all'aperto o al chiuso".
"Sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali. Ferma restando la sospensione delle attività di piscine e palestre, l'attività sportiva di base e l'attività motoria in genere svolte all'aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento", si legge nella bozza.
Nel documento si legge: “
Sono sospese le attività inerenti servizi alla persona, diverse da quelle individuate nell'allegato 24”, dove - a differenza del precedente provvedimento - non vengono menzionati i servizi dei
saloni di
barbiere e di
parrucchiere.
La cabina di regia riunita a Palazzo Chigi ha accolto il (contestato) parametro proposto dal Comitato tecnico scientifico. Le regioni in
zona gialla e
arancione che hanno oltre 250 casi di Covid ogni 100mila abitanti per almeno 7 giorni di fila devono chiudere le scuole e mandare a casa gli studenti.
Il
nuovo dpcm prevedrà la
didattica a
distanza per tutte le scuole di ogni ordine e grado anche nelle regioni rosse. Il provvedimento può scattare anche solo per province o comuni, non necessariamente per una intera regione.
Per quanto riguarda la
ristorazione (bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), la
riapertura serale può attendere. Nelle
zone gialle bar,
pub,
ristoranti,
gelaterie,
pasticcerie possono lavorare dalle
5 alle
18. Si può stare al tavolo in 4 persone al massimo, a meno che non si tratti di conviventi.
Dopo le 18 è
vietato consumare cibi e
bevande nei
luoghi pubblici e
aperti al
pubblico. Fino alle
22 (per i soli locali con cucina) è consentito l’
asporto, con
divieto di
consumare sul posto o nelle
adiacenze. I
ristoranti degli
hotel sono
aperti per i clienti che vi alloggiano.
Il sito del Ministero della Salute