"Non sei mio figlio, sei un fastidio e devi pagare per mangiare": offese al figlio invalido al 100%, scatta il divieto di avvicinamento con applicazione del braccialetto elettronico per una donna di Napoli.
Le vicende, che si sarebbero protratte dal gennaio 2021 al giugno 2025, dipingono un quadro drammatico per la vittima, un uomo di 35 anni che percepisce una pensione d'invalidità di 1200 euro mensili. Il giovane, rappresentato dagli avvocati Angelo e Sergio Pisani, sarebbe stato costretto sotto minaccia a pagare l’affitto alla madre per continuare a vivere in casa. Questa situazione di ricatto morale e finanziario si è acuita a tal punto da obbligarlo a lasciare l’abitazione: da mesi il 35enne affronta da solo la sua quotidianità.
Secondo l’ordinanza firmata dal giudice Fabrizia Fiore il 2 aprile scorso, la donna avrebbe ripetutamente rivolto offese al figlio, frasi degradanti che lo avrebbero messo in uno stato di profonda sofferenza morale e psicologica con ripercussioni fisiche quali ansia, vomito e somatizzazioni. Le condotte contestate sono ritenute gravemente lesive del decoro e della dignità della vittima.
Nel marzo 2022, la donna era stata nominata amministratrice di sostegno del figlio, ottenendo così accesso diretto a beni e denaro. Una posizione che avrebbe usato in modo illecito per prelevare somme consistenti, tra cui il già citato prelievo da 25mila euro, elemento chiave nelle indagini. Il caso evidenzia una situazione familiare drammatica culminata in decisioni giudiziarie significative per tutelare la vittima delle presunte violenze morali ed economiche.
Offese al figlio invalido a Napoli: "Sei un fastidio e devi pagare", scatta il divieto di avvicinamento
A Napoli una donna di 59 anni è stata sottoposta al divieto di avvicinamento al figlio invalido al 100%, tramite l'uso di un braccialetto elettronico. L'indagine, coordinata dalla Procura partenopea, ha inoltre portato a contestazioni per estorsione aggravata e peculato. Tra le operazioni finanziarie sospette esaminate dagli inquirenti spicca un prelievo di 25mila euro relativo a una polizza assicurativa intestata alla stessa accusata, privo di documentazione adeguata.Le vicende, che si sarebbero protratte dal gennaio 2021 al giugno 2025, dipingono un quadro drammatico per la vittima, un uomo di 35 anni che percepisce una pensione d'invalidità di 1200 euro mensili. Il giovane, rappresentato dagli avvocati Angelo e Sergio Pisani, sarebbe stato costretto sotto minaccia a pagare l’affitto alla madre per continuare a vivere in casa. Questa situazione di ricatto morale e finanziario si è acuita a tal punto da obbligarlo a lasciare l’abitazione: da mesi il 35enne affronta da solo la sua quotidianità.
Secondo l’ordinanza firmata dal giudice Fabrizia Fiore il 2 aprile scorso, la donna avrebbe ripetutamente rivolto offese al figlio, frasi degradanti che lo avrebbero messo in uno stato di profonda sofferenza morale e psicologica con ripercussioni fisiche quali ansia, vomito e somatizzazioni. Le condotte contestate sono ritenute gravemente lesive del decoro e della dignità della vittima.
Nel marzo 2022, la donna era stata nominata amministratrice di sostegno del figlio, ottenendo così accesso diretto a beni e denaro. Una posizione che avrebbe usato in modo illecito per prelevare somme consistenti, tra cui il già citato prelievo da 25mila euro, elemento chiave nelle indagini. Il caso evidenzia una situazione familiare drammatica culminata in decisioni giudiziarie significative per tutelare la vittima delle presunte violenze morali ed economiche.

