Nel comune di Nocera Inferiore un'eccezionale scoperta ha rimescolato le carte della storia architettonica locale come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Quello che doveva essere un semplice sopralluogo tecnico per risolvere problemi di infiltrazioni d'acqua e degrado strutturale all'interno del plesso monastico di Santa Chiara si è trasformato in un ritrovamento di portata storica. A oltre due metri di profondità rispetto all'attuale piano di calpestio della chiesa, è stato individuato un vasto ambiente sotterraneo, una monumentale aula ipogea rimasta celata agli occhi del mondo per centinaia di anni.
Il complesso religioso in questione affonda le sue radici alla fine del Duecento, originariamente edificato secondo i canoni strutturali tipici delle basiliche francescane ad aula unica. Nel corso dei secoli, tuttavia, il sito è stato più volte modificato a causa di eventi naturali traumatici. Un'alluvione a metà del Settecento devastò le coperture originarie, imponendo l'aggiunta di una volta leggera e del coro monumentale, mentre i successivi interventi dell'Ottocento modificarono radicalmente l'assetto, fino ad arrivare alla sostituzione delle storiche maioliche ottocentesche con il marmo moderno negli anni Sessanta del Novecento. Anche il catastrofico sisma del 1857 impose interventi d'emergenza firmati da importanti progettisti dell'epoca, che rinforzarono la struttura con archi in tufo e mattoni ischitani ancora visibili nel sottotetto.
La scoperta di questo enorme spazio sotterraneo apre adesso un affascinante dibattito tra gli studiosi. Non è ancora chiaro se si tratti di un'antica cripta sepolcrale, delle fondamenta monumentali di una struttura ancora più remota o di un ambiente di servizio medievale. Soltanto una campagna di scavi archeologici mirata potrà fare piena luce sulla reale natura dell'ipogeo, ma l'evento impone sin da ora una riscrittura dei testi e delle conoscenze sull'evoluzione urbanistica e religiosa del territorio nocerino.
Quello che doveva essere un semplice sopralluogo tecnico per risolvere problemi di infiltrazioni d'acqua e degrado strutturale all'interno del plesso monastico di Santa Chiara si è trasformato in un ritrovamento di portata storica. A oltre due metri di profondità rispetto all'attuale piano di calpestio della chiesa, è stato individuato un vasto ambiente sotterraneo, una monumentale aula ipogea rimasta celata agli occhi del mondo per centinaia di anni.
Nuovi segreti dal sottosuolo di Nocera Inferiore, spunta una struttura millenaria
Le ispezioni, avviate per fare luce sui danni provocati dall'umidità alle pareti e ai marmi dell'edificio, sono state condotte inizialmente tramite l'ausilio di una microcamera calata in una feritoia di ventilazione. I monitor hanno restituito immagini sbalorditive: un reticolo di colonne e arcate speculare, per estensione, alla navata sovrastante. Successivamente, un team di tecnici esperti è sceso fisicamente nell'intercapedine per mappare la cavità in tre dimensioni attraverso sofisticati rilievi con laser scanner. Il pavimento di questo salone nascosto risulta coperto da uno spesso strato di detriti accumulatisi nei secoli, che copre parzialmente lo sviluppo dei sostegni verticali.Il complesso religioso in questione affonda le sue radici alla fine del Duecento, originariamente edificato secondo i canoni strutturali tipici delle basiliche francescane ad aula unica. Nel corso dei secoli, tuttavia, il sito è stato più volte modificato a causa di eventi naturali traumatici. Un'alluvione a metà del Settecento devastò le coperture originarie, imponendo l'aggiunta di una volta leggera e del coro monumentale, mentre i successivi interventi dell'Ottocento modificarono radicalmente l'assetto, fino ad arrivare alla sostituzione delle storiche maioliche ottocentesche con il marmo moderno negli anni Sessanta del Novecento. Anche il catastrofico sisma del 1857 impose interventi d'emergenza firmati da importanti progettisti dell'epoca, che rinforzarono la struttura con archi in tufo e mattoni ischitani ancora visibili nel sottotetto.
La scoperta di questo enorme spazio sotterraneo apre adesso un affascinante dibattito tra gli studiosi. Non è ancora chiaro se si tratti di un'antica cripta sepolcrale, delle fondamenta monumentali di una struttura ancora più remota o di un ambiente di servizio medievale. Soltanto una campagna di scavi archeologici mirata potrà fare piena luce sulla reale natura dell'ipogeo, ma l'evento impone sin da ora una riscrittura dei testi e delle conoscenze sull'evoluzione urbanistica e religiosa del territorio nocerino.

