Napoli Animal Save e Salerno Animal Save sollecitano la Regione Campania e il Governo a creare un piano di transizione giusta, supportando le aziende agricole, proteggendo il territorio e investendo in alternative vegetali e sostenibili. Lo riporta SalernoToday.
La petizione
Le due organizzazioni che si oppongono allo sfruttamento animale affermano che questa campagna nasce dopo anni di ricerca e sensibilizzazione sulle implicazioni ambientali, sanitarie ed etiche legate all'allevamento di bufali in Campania. Nella petizione, viene evidenziato in particolare il problema della gestione dei liquami zootecnici, l’effetto sulle acque e sui suoli, le condizioni di vita degli animali e la necessità di proteggerne le comunità nelle zone interessate. “Chiediamo alle autorità di considerare seriamente il costo ambientale e sociale di questo sistema produttivo e di sviluppare un'alternativa concreta, equa e verificabile”, indicano Napoli Animal Save e Salerno Animal Save nel contesto della campagna. Le associazioni fanno riferimento a segnalazioni e indagini locali riguardanti gli scarichi illegali di effluenti, l'inquinamento delle acque e il trattamento dei vitelli maschi non utilizzati nella filiera del latte, che spesso vengono lasciati a morire di fame o abbandonati nei fiumi. Queste situazioni, evidenziate dai promotori dell'iniziativa e documentate da inchieste e dati di diversi giornali locali, Animal Equality Italia, Associazione Gabbie Vuote, e residenti delle aree colpite dall'allevamento, vengono considerate motivazioni per aumentare la trasparenza, i controlli e la rendicontazione pubblica riguardo all'uso delle risorse nel settore. Napoli Animal Save e Salerno Animal Save chiedono anche un piano di transizione con obiettivi e scadenze definite, capace di supportare le aziende agricole verso pratiche sostenibili, con investimenti in colture vegetali, rigenerazione ambientale e riforestazione. L'intento esplicitato è quello di coniugare la salvaguardia climatica, la salute dei territori, il rispetto per gli animali e la protezione delle opportunità lavorative. La petizione è aperta alla firma pubblica e invita la popolazione a sostenere una richiesta di maggiore giustizia ambientale, trasparenza e responsabilità nell'orientamento delle politiche agricole a livello regionale e nazionale.
Campania: la petizione per fermare i finanziamenti all'allevamento di bufali
Napoli Animal Save e Salerno Animal Save hanno reso noto il lancio di una petizione diretta alla Regione Campania e al Governo. Questa iniziativa propone di eliminare gradualmente i finanziamenti pubblici per l'allevamento di bufali e di orientare le risorse verso la produzione vegetale, la riforestazione e le pratiche agricole sostenibili. La petizione suggerisce anche di aderire ufficialmente al Trattato Plant Based per impegnarsi in una transizione alimentare e climatica più responsabile.La petizione
Le due organizzazioni che si oppongono allo sfruttamento animale affermano che questa campagna nasce dopo anni di ricerca e sensibilizzazione sulle implicazioni ambientali, sanitarie ed etiche legate all'allevamento di bufali in Campania. Nella petizione, viene evidenziato in particolare il problema della gestione dei liquami zootecnici, l’effetto sulle acque e sui suoli, le condizioni di vita degli animali e la necessità di proteggerne le comunità nelle zone interessate. “Chiediamo alle autorità di considerare seriamente il costo ambientale e sociale di questo sistema produttivo e di sviluppare un'alternativa concreta, equa e verificabile”, indicano Napoli Animal Save e Salerno Animal Save nel contesto della campagna. Le associazioni fanno riferimento a segnalazioni e indagini locali riguardanti gli scarichi illegali di effluenti, l'inquinamento delle acque e il trattamento dei vitelli maschi non utilizzati nella filiera del latte, che spesso vengono lasciati a morire di fame o abbandonati nei fiumi. Queste situazioni, evidenziate dai promotori dell'iniziativa e documentate da inchieste e dati di diversi giornali locali, Animal Equality Italia, Associazione Gabbie Vuote, e residenti delle aree colpite dall'allevamento, vengono considerate motivazioni per aumentare la trasparenza, i controlli e la rendicontazione pubblica riguardo all'uso delle risorse nel settore. Napoli Animal Save e Salerno Animal Save chiedono anche un piano di transizione con obiettivi e scadenze definite, capace di supportare le aziende agricole verso pratiche sostenibili, con investimenti in colture vegetali, rigenerazione ambientale e riforestazione. L'intento esplicitato è quello di coniugare la salvaguardia climatica, la salute dei territori, il rispetto per gli animali e la protezione delle opportunità lavorative. La petizione è aperta alla firma pubblica e invita la popolazione a sostenere una richiesta di maggiore giustizia ambientale, trasparenza e responsabilità nell'orientamento delle politiche agricole a livello regionale e nazionale.

