Emergono nuovi dettagli sull'interrogatorio reso giovedì scorso da Mario Eutizia, il badante killer napoletano che si è costituito ai carabinieri di Caserta dopo aver confessato di aver ucciso quattro anziani da lui assistiti perché "non poteva vederli soffrire".
La pm gli ha fatto presente la gravità delle sue affermazioni: "Lei si sta autoaccusando di omicidi, lo sa che è un reato molto grave, che è punito con la pena dell'ergastolo...e lei nonostante tutto vuole essere aiutato...cioè l'aiuto è per non commettere più questi fatti?". Eutizia: "Sì, per questo". Imparato: "Quindi lei dice 'io adesso preferisco essere fermato, arrestato, piuttosto che continuare a lavorare, perché non riesce a fermarsi davanti al dolore altrui'?" Eutizia: "Esatto quello ho paura, per me e più importante che le altre persone...me ne potevo stare in santa pace...Tanto quanto altro posso vivere con quello che ho (un cancro, ndR), un altro anno e mezzo, due?" Pm: "Quindi lei ha voluto liberare la sua coscienza, sostanzialmente questo". Eutizia: "Sì".
La pm gli ha chiesto anche se fosse stato "spinto da una voce interna", ma l'uomo ha capito subito dove stesse andando a parare. "No, non sono pazzo...non partivo 'devo andare lì e devo uccidere'. Io stavo, vivevo insieme alla persona e la vedevo soffrire...quello che diceva 'voglio morire, non ce la faccio più...', che di notte urlava, si graffiavano la faccia, cioè lei non sa cosa passano quelle persone quando c'hanno quelle patologie".

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