Circa 186 genitori prendono le difese del professor Oppido dell'ospedale Monaldi, dopo la morte del piccolo Domenico Caliendo: "Tra di noi c’è chi ha vissuto lo stesso dolore".
È questo il grido d’unione dei 186 genitori di bambini salvati dal professor Guido Oppido e dai medici del Monaldi, che rispondono ai giudizi emersi principalmente online, ma non solo, in relazione al comunicato in cui hanno espresso solidarietà al cardiochirurgo coinvolto nell'indagine sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, avvenuta dopo un trapianto cardiaco fallito.
"Chi ci osserva da fuori è fortunatamente ignaro delle atroci attese dinanzi all’unità di terapia intensiva cardiologica, degli incessanti allarmi che segnalano anomalie nei parametri vitali. Non può comprendere il senso di impotenza di un genitore che assiste un figlio di pochi giorni mentre entra in sala operatoria per un intervento estremamente complesso.
Questo è solo l'inizio di un percorso arduo e incerto, una salita ripida senza certezze visibili all'orizzonte. A quanti chiedono con retorica se avremmo firmato quel comunicato in caso di una perdita personale, ricordiamo che anche tra noi ci sono madri e padri che hanno subìto il dolore di vedere spegnersi la vita del proprio figlio cardiopatico. Viviamo quotidianamente sul filo del rasoio e proprio per questo condividiamo, con profondo rispetto e autentica empatia, l’immenso dolore dei genitori del piccolo Domenico.
Perché dunque criticarci se 186 genitori hanno voluto esprimere sincera riconoscenza al professor Oppido e al personale del Monaldi? Perché è tanto sgradito ascoltare la voce di chi si discosta da una narrazione mediatica unilaterale? Perché si denigrano le opinioni di chi crede ancora in uno Stato di diritto e nel principio secondo cui nessuno è colpevole fino a sentenza definitiva?"
Morte del piccolo Domenico, 186 genitori in difesa di Oppido
"Ci sono tra noi genitori che, purtroppo, hanno affrontato la perdita di figli affetti da cardiopatie. Chi ci giudica dall’esterno non comprende le ansie, le angosce, i pianti e le incertezze con cui viviamo ogni giorno. Non sa che i nostri neonati, sin dai primi attimi di vita, sono affidati a incubatrici neonatali, collegati costantemente a monitor, flebo e fili."È questo il grido d’unione dei 186 genitori di bambini salvati dal professor Guido Oppido e dai medici del Monaldi, che rispondono ai giudizi emersi principalmente online, ma non solo, in relazione al comunicato in cui hanno espresso solidarietà al cardiochirurgo coinvolto nell'indagine sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, avvenuta dopo un trapianto cardiaco fallito.
"Chi ci osserva da fuori è fortunatamente ignaro delle atroci attese dinanzi all’unità di terapia intensiva cardiologica, degli incessanti allarmi che segnalano anomalie nei parametri vitali. Non può comprendere il senso di impotenza di un genitore che assiste un figlio di pochi giorni mentre entra in sala operatoria per un intervento estremamente complesso.
Questo è solo l'inizio di un percorso arduo e incerto, una salita ripida senza certezze visibili all'orizzonte. A quanti chiedono con retorica se avremmo firmato quel comunicato in caso di una perdita personale, ricordiamo che anche tra noi ci sono madri e padri che hanno subìto il dolore di vedere spegnersi la vita del proprio figlio cardiopatico. Viviamo quotidianamente sul filo del rasoio e proprio per questo condividiamo, con profondo rispetto e autentica empatia, l’immenso dolore dei genitori del piccolo Domenico.
Perché dunque criticarci se 186 genitori hanno voluto esprimere sincera riconoscenza al professor Oppido e al personale del Monaldi? Perché è tanto sgradito ascoltare la voce di chi si discosta da una narrazione mediatica unilaterale? Perché si denigrano le opinioni di chi crede ancora in uno Stato di diritto e nel principio secondo cui nessuno è colpevole fino a sentenza definitiva?"

