Durante il primo giro del Gran Premio di Formula 1 a Silverstone, dei manifestanti invadono la pista. L'azione era già stata annunciata, e dalle minacce, oggi, si è passati ai fatti.
Manifestanti invadono la pista di Silverstone
Come si apprende dalla nota ufficiale della FIA: "
Confermiamo che dopo la bandiera rossa, diverse persone hanno tentato di entrare in pista. Queste persone sono state immediatamente allontanate e la questione è ora al vaglio delle autorità locali".
L'obiettivo dei manifestanti era quello di interrompere la corsa. Il piano è scattato subito dopo la partenza e ha fatto il paio con lo spaventoso incidente che coinvolto l'Alfa Romero di Guanyu Zhou e altre vetture. La macchina del pilota cinese s'è ribaltata dopo un contatto ed è volata via come fosse una scatoletta, schiantandosi contro le barriere che hanno evitato l'impatto con il pubblico.
Le protezioni ai margini della pista, l'halo (la corazza che sovrasta i conducenti nell'abitacolo) hanno evitato che il dramma si trasformasse in tragedia: nessuno spettatore ha riportato ferite, gli stessi piloti trasportati al centro medico erano coscienti e illesi rispetto alla carambola mostrata dalle immagini della diretta tv.
I manifestanti
Proprio a causa di quell' impatto e la pausa forzata, i manifestanti hanno trovato il coraggio di invadere la pista. I manifestanti erano stati notati da alcuni piloti a causa di movimenti sospetti a bordo pista. Se n'erano accorti il ferrarista Charles Leclerc e l'ex campione della Rossa (ora all’Aston Martin) Sebastian Vettel.
Cosa rivendicano i manifestanti che hanno invaso il circuito di Silverston
A rivendicare l'azione è stata l'organizzazione ambientalista
Just Stop Oil che recentemente si è resa protagonista di altri episodi del genere, in partite di calcio oppure durante il Roland Garros. È una coalizione di gruppi che lavorano insieme per far sì che i governi si impegnino a fermare le nuove licenze e la produzione di combustibili fossili.
"
Se sei più indignato per questa interruzione rispetto al nostro mondo che viene bruciato davanti ai nostri occhi, allora devi chiarire le tue priorità", si legge nel tweet che prende la paternità dell'iniziativa.
"
Chiediamo al governo di sospendere immediatamente i nuovi progetti di petrolio e gas nel Regno Unito e continueremo a interrompere sport, eventi culturali e petrolio fino a quando questa domanda non sarà soddisfatta. Quanti altri giovani devono farsi avanti prima che il governo ascolti?", si legge ancora in un altro messaggio a corredo del thread.
In un altro post viene menzionata proprio la minaccia, l'atto di sfida contro le autorità. "
Lo abbiamo fatto comunque. Questa azione è stata trattata dalla stampa nazionale due giorni fa, ma una manciata di persone comuni determinate a dire la verità hanno superato in astuzia @GOVUK e @NorthantsPolice. La smetteremo solo quando tutti i progetti si fermeranno".