Dal primo maggio e fino al 30 settembre, il
lungomare di
Napoli in via sperimentale sarà liberato da contenitori di
plastica, cannucce, piatti e bicchieri non biodegradabili. Il sindaco
Luigi de Magistris ha
firmato un'ordinanza sindacale che rende
"plastic free"tutto l'intero tratto di costa cittadino.
Lungomare di Napoli, de Magistris firma per il "plastic free"
Napoli è la prima grande metropoli italiana
"plastic free" che attua la proposta di direttiva della Commissione europea, approvata il 19 dicembre 2018, che introduce nell'Unione europea per la
riduzione di questo tipo di rifiuti attraverso il divieto o la limitazione dei prodotti monouso non biodegradabili su una vasta area del territorio comunale, obbligando all'osservanza sia i consumatori, siano essi cittadini o turisti, che gli esercenti.
Il
Comune impone di non utilizzare, fornire e commerciare contenitori,
stoviglie, posate, cannucce e ogni altro manufatto monouso ad uso alimentare in
plastica non
biodegradabile.
Chi non può utilizzare la plastica?
Il
divieto di utilizzo di rifiuti in plastica è rivolto agli
esercizi commerciali, ai
laboratori di
produzione artigianale di alimenti autorizzati alla vendita per asporto, agli operatori del commercio su aree pubbliche, in particolare gli
ambulanti. Inclusi nel divieto anche le attività di catering, i lidi balneari e i circoli nautici, anche nelle aree immediatamente a ridosso della linea di costa, anche se in posizione elevata rispetto al
mare.