Luana D'Orazio amava il cinema e la recitazione. Lo rivela Emma, la madre di Luana, in una intervista a La Stampa: “Il cinema era il suo sogno anche se stava molto con i piedi per terra…. ‘Mamma sarebbe bello se diventassi famosa’ mi diceva a volte, ma sempre con ironia. E certo mai avrebbe immaginato di diventare famosa morendo sul posto di lavoro” ha dichiarato la madre della ragazza.
Luana D'Orazio, la passione per cinema e recitazione
Luana aveva anche un figlio di 5 anni, Alessio, avuto a soli 17 anni e cresciuto da sola senza l’aiuto del padre. “Era a tutti gli effetti una ragazza-madre e Alessio è cresciuto grazie a noi – dice ancora la madre della ragazza -. Ero io che me occupavo quando lei era a lavorare. Lo accompagnavo alla scuola materna e poi aspettavamo che Luana rientrasse a casa alle 14”.Luana D’Orazio, le parole del fidanzato della giovane operaia morta sul lavoro
Orditoio tessile, cos’è il rullo che ha ucciso Luana D’Orazio a Montemurlo
Cos'è l’orditoio, il rullo nel quale è rimasta risucchiata Luana? Si tratta di uno degli strumenti più antichi dell'industria tessile, che ha origini dell'epoca dell'antica Roma. Nel Medioevo come supporti venivano utilizzati pioli di legno saldamente attaccati a un piano di lavoro che andavano a formare delle cornici attorno alle quali girava il filo. Telai non troppo differenti da quelli in uso prima della Rivoluzione industriale.
Oggi, in una lavorazione moderna, l’orditoio è composto da un rullo (delimitato da dischi, detti subbi) sormontato da veri e propri pettini attraverso i quali passano i fili delle rocche (che sostanzialmente non sono altro che grosse spagnolette). Variabili, le dimensioni: da un metro a impianti molto più grossi e imponenti. Velocità, larghezza dei pettini e trame sono regolate, negli orditoi più moderni, da computer. Negli attrezzi più vecchi attraverso congegni e pulsanti meccanici.
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