L’esame genetico ha eliminato anche l’ultimo, doloroso dubbio: il corpo carbonizzato trovato il 19 luglio nelle campagne di Eboli appartiene a Luigi “Luca” Esposito. Dopo il risultato del DNA, l’autorità giudiziaria ha restituito la salma alla famiglia. I funerali del giornalista sportivo saranno celebrati giovedì 6 agosto nella chiesa di Santa Maria Maggiore, a Nocera Superiore.
Omicidio Luca Esposito, il DNA conferma l’identità: giovedì i funerali a Nocera Superiore
Come riporta l'edizione odierna de Il Mattino l’accertamento era stato richiesto dalle sorelle del 53enne subito dopo il rinvenimento della salma, avvenuto all’alba di domenica 19 luglio in un terreno di località Cioffi, alla periferia di Eboli.
Le condizioni del corpo non consentivano un riconoscimento visivo. Diversi elementi avevano tuttavia indirizzato fin dall’inizio gli investigatori verso l’identità del giornalista: nella zona era stata trovata la sua automobile, parcheggiata davanti al cancello di un’azienda agricola, mentre di Esposito si erano perse completamente le tracce. Anche la presenza di un impianto dentale aveva contribuito alla prima identificazione. La verifica genetica, necessaria anche sul piano legale, ha ora fornito la certezza definitiva attesa dai familiari.
Salma restituita alla famiglia dopo gli accertamenti
L’esito del DNA è arrivato nella mattinata di ieri. Subito dopo, l’autorità giudiziaria ha disposto la liberazione del corpo, rimasto nella sala mortuaria dell’ospedale di Eboli dopo l’autopsia. Le sorelle di Luca Esposito hanno potuto così avviare l’organizzazione delle esequie, chiudendo almeno il primo, drammatico capitolo di una vicenda che le ha costrette ad attendere per settimane prima di poter salutare il proprio familiare.
Funerali giovedì 6 agosto
La cerimonia funebre si terrà giovedì 6 agosto alle 11 nella chiesa di Santa Maria Maggiore, a Nocera Superiore. Il feretro dovrebbe arrivare intorno alle 9, permettendo ad amici, parenti e conoscenti di raccogliersi in preghiera nelle due ore precedenti alla celebrazione. Non è stato infatti possibile predisporre una camera ardente.
Ridha Rahmouni resta detenuto a Fuorni
Per l’omicidio si trova in carcere Ridha Rahmouni, cittadino tunisino di 26 anni detenuto nella casa circondariale di Fuorni. È accusato di omicidio aggravato dalla premeditazione e dalla crudeltà.
Secondo l’impianto accusatorio, Luca Esposito sarebbe stato picchiato violentemente e successivamente dato alle fiamme. Il quadro investigativo riguarda anche i rapporti personali tra il giornalista e il ventiseienne, ma diversi aspetti della vicenda devono ancora essere verificati attraverso gli accertamenti tecnici disposti dalla Procura.
Attesi gli esiti dell’autopsia e degli esami sui cellulari
Per completare la ricostruzione del delitto saranno necessari ancora alcuni mesi. I risultati degli accertamenti tecnici irripetibili potrebbero arrivare in un periodo compreso tra tre e quattro mesi.
Particolare importanza avranno gli esami istologici e tossicologici collegati all’autopsia, dai quali gli inquirenti attendono indicazioni sulla dinamica dell’aggressione e sulle cause che hanno determinato la morte del 53enne.
L’analisi delle conversazioni tra vittima e indagato
Gli specialisti dovranno esaminare anche i telefoni sequestrati: due appartenenti alla vittima e uno nella disponibilità di Rahmouni. L’analisi dei dispositivi e delle conversazioni potrebbe chiarire chi abbia organizzato l’incontro in località Cioffi e fornire elementi utili per verificare l’ipotesi della premeditazione.
Gli investigatori cercheranno inoltre riscontri alle dichiarazioni rese dall’indagato sulla presunta frequentazione, da parte di Esposito, di giovani nordafricani per rapporti a pagamento. Rahmouni avrebbe collegato il proprio gesto a ragioni personali, etiche e religiose.

