Raffaello Adesso, ex segretario regionale di Più Europa, interviene nel dibattito sulle prossime elezioni amministrative di Battipaglia, analizzando il quadro politico cittadino e indicando quella che, a suo avviso, è la strada da seguire per il futuro della città.
Da dove bisogna partire per costruire un’alternativa amministrativa a Battipaglia?
Bisogna partire dal metodo. Seguendo quello che è stato il modello adottato da Vincenzo De Luca a Salerno, occorre costruire un’amministrazione politica che sappia valorizzare le energie presenti nelle liste e tradurle nella composizione della giunta. I tecnici sono importanti, ma devono rappresentare uno strumento operativo e di supporto all’azione politica, non sostituirla.
Chi vede oggi più lanciato nella corsa a Palazzo di Città?
Ho la sensazione di assistere a una partita di Risiko con tanti generali ma senza esercito. Tutti hanno il diritto di aspirare alla carica di sindaco e quindi di candidarsi. Tuttavia amministrare una città è cosa diversa: servono caratteristiche specifiche, esperienza e soprattutto una visione chiara e concreta di come proiettare Battipaglia nel futuro.
Quindi chi ritiene possa rappresentare una candidatura credibile?
Ritengo che tutti possano coltivare questa ambizione, ma oggi l’unica candidatura realmente strutturata e seria mi sembra quella di Fernando Zara.
Si tratterebbe di un ritorno sulla scena amministrativa?
Più che un ritorno parlerei di una necessità. Battipaglia avrà bisogno di imprimere una svolta rapida attraverso interventi incisivi già nei primi cento giorni di governo, in netta discontinuità con il passato. Parallelamente sarà necessario programmare un percorso di cinque anni che consenta alla città di uscire dal limbo in cui si trova. Per riuscirci servono esperienza amministrativa, conoscenza delle istituzioni e una solida cultura politica.
E gli altri potenziali candidati?
Credo debbano innanzitutto costruire una piattaforma politica credibile e successivamente vedersi riconosciuto un ruolo. Fernando Zara, ad esempio, sta portando avanti un confronto costante con i quartieri e sta lavorando alla costruzione di liste che possano rappresentare un valore aggiunto per le forze politiche coinvolte nel progetto.
A quali forze politiche si riferisce?
Da quanto mi risulta Fernando Zara è iscritto a Forza Italia, un partito moderato che sta vivendo una fase di continua evoluzione. Tuttavia credo che Battipaglia oggi non abbia bisogno di simboli o bandiere, quanto piuttosto di un progetto amministrativo serio e credibile.
Quale sarà invece il suo ruolo in questa fase politica?
Stiamo vivendo un momento complesso. La politica deve recuperare dignità, credibilità e autorevolezza. Per quanto mi riguarda sarò presente nella partita, lavorando per riunire e rappresentare il voto moderato, che ritengo possa svolgere un ruolo determinante nelle prossime amministrative.
Da dove bisogna partire per costruire un’alternativa amministrativa a Battipaglia?
Bisogna partire dal metodo. Seguendo quello che è stato il modello adottato da Vincenzo De Luca a Salerno, occorre costruire un’amministrazione politica che sappia valorizzare le energie presenti nelle liste e tradurle nella composizione della giunta. I tecnici sono importanti, ma devono rappresentare uno strumento operativo e di supporto all’azione politica, non sostituirla.
Chi vede oggi più lanciato nella corsa a Palazzo di Città?
Ho la sensazione di assistere a una partita di Risiko con tanti generali ma senza esercito. Tutti hanno il diritto di aspirare alla carica di sindaco e quindi di candidarsi. Tuttavia amministrare una città è cosa diversa: servono caratteristiche specifiche, esperienza e soprattutto una visione chiara e concreta di come proiettare Battipaglia nel futuro.
Quindi chi ritiene possa rappresentare una candidatura credibile?
Ritengo che tutti possano coltivare questa ambizione, ma oggi l’unica candidatura realmente strutturata e seria mi sembra quella di Fernando Zara.
Si tratterebbe di un ritorno sulla scena amministrativa?
Più che un ritorno parlerei di una necessità. Battipaglia avrà bisogno di imprimere una svolta rapida attraverso interventi incisivi già nei primi cento giorni di governo, in netta discontinuità con il passato. Parallelamente sarà necessario programmare un percorso di cinque anni che consenta alla città di uscire dal limbo in cui si trova. Per riuscirci servono esperienza amministrativa, conoscenza delle istituzioni e una solida cultura politica.
E gli altri potenziali candidati?
Credo debbano innanzitutto costruire una piattaforma politica credibile e successivamente vedersi riconosciuto un ruolo. Fernando Zara, ad esempio, sta portando avanti un confronto costante con i quartieri e sta lavorando alla costruzione di liste che possano rappresentare un valore aggiunto per le forze politiche coinvolte nel progetto.
A quali forze politiche si riferisce?
Da quanto mi risulta Fernando Zara è iscritto a Forza Italia, un partito moderato che sta vivendo una fase di continua evoluzione. Tuttavia credo che Battipaglia oggi non abbia bisogno di simboli o bandiere, quanto piuttosto di un progetto amministrativo serio e credibile.
Quale sarà invece il suo ruolo in questa fase politica?
Stiamo vivendo un momento complesso. La politica deve recuperare dignità, credibilità e autorevolezza. Per quanto mi riguarda sarò presente nella partita, lavorando per riunire e rappresentare il voto moderato, che ritengo possa svolgere un ruolo determinante nelle prossime amministrative.

