L’autopsia rappresenterà il primo passaggio decisivo per chiarire la morte di Luca Esposito, all’anagrafe Luigi, il giornalista di 53 anni trovato carbonizzato domenica in un terreno agricolo alla periferia di Eboli. L’esame medico-legale è stato disposto dalla Procura di Salerno mentre proseguono le indagini dei carabinieri.
Giornalista trovato carbonizzato a Eboli, domani l’autopsia su Luca Esposito
L’autopsia sarà eseguita domani, 21 luglio, alle 14.30 presso l’obitorio dell’ospedale di Eboli. Il corpo del giornalista era stato rinvenuto in prossimità della strada statale 7 bis, in un’area agricola periferica, isolata e particolarmente buia durante le ore notturne. Dall’esame potrebbero arrivare i primi elementi utili a definire le cause e le circostanze della morte del 53enne.
I carabinieri stanno ricostruendo le ultime ore di vita di Esposito e passando al vaglio i diversi aspetti della sua sfera privata e professionale. Tra le ipotesi investigative non viene esclusa quella di un omicidio premeditato. Gli accertamenti, tuttavia, non potranno contare sulle registrazioni delle telecamere di videosorveglianza, assenti nella zona in cui è stato trovato il corpo. Gli investigatori stanno analizzando anche i dati contenuti nel telefono cellulare del giornalista, nel tentativo di verificare se avesse fissato un appuntamento prima di raggiungere quel luogo.
La sorella: «Nessuno gli voleva del male»
La sorella del 53enne, raggiunta dopo il ritrovamento, ha raccontato di non essere a conoscenza di persone che potessero avere motivi di risentimento nei confronti del fratello. «In questo momento so solo che sono distrutta. Nemici? Che io sappia no. Nessuno gli voleva del male. Era tranquillo, non ha mai mostrato segni di qualcosa che lo preoccupasse», ha dichiarato, come riportato dall’Ansa.
Il ricordo dell’amica Mary Esposito
Sconvolta anche Mary Esposito, giornalista sportiva campana e amica della vittima, che ha definito quanto accaduto «un delitto atroce». La donna ha raccontato di aver conosciuto Luca circa dieci anni fa, descrivendolo come un bravo cronista e una persona competente di calcio.
Dopo il ritrovamento si era diffusa la notizia di un possibile ruolo del giornalista all’Arpac, circostanza successivamente smentita dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale attraverso un comunicato. Mary Esposito ha riferito di sapere che l’amico era un chimico e che, durante le loro conversazioni, avrebbe accennato a un impiego presso la Regione Campania.
Secondo il racconto dell’amica, Luca Esposito aveva un’attività che lo impegnava quotidianamente almeno fino al primo pomeriggio, per poi dedicarsi al giornalismo. «Scriveva senza peli sulla lingua, ma non può essere quella la causa della sua morte», ha affermato Mary Esposito, interrogandosi anche sulle ragioni della presenza del 53enne nell’area in cui è stato ritrovato.
La giornalista ha infine ricordato che Esposito le aveva parlato di alcuni dissidi con un vicino, legati a presunti rumori provenienti dalla sua abitazione, "ma lui aveva ribattuto che ci stava poco a casa e quindi era impossibile" ha spiegato l'amica all'Ansa.

