Anche a Napoli è caccia alle pillole allo iodio. Frutto della psicosi legato al rischio di una guerra nucleare, anche nel capoluogo partenopeo è fortemente aumentata la richiesta per le compresse di iodio, particolarmente cercate in Belgio ed in altri paesi europei come riportato da Il Mattino.
Ritmi che si stanno avvicinando al record storico registrato nel mese di marzo 2018, quando vennero consegnate fino a 45 mila confezioni di compresse al giorno durante l'attuazione del piano di sicurezza nucleare. Il nuovo boom della domanda ha costretto l'Agenzia federale belga per il controllo nucleare a ricordare che le compresse di iodio non vanno assunte preventivamente o di propria iniziativa, ma solo su indicazione delle autorità. "L'attuale situazione in Ucraina non richiede l'uso compresse di iodio", ha rassicurato l'Agenzia su Twitter. Come ricordato dal giornale Le Soir, se lo iodio radioattivo viene rilasciato nell'aria, l'assunzione di ioduro di potassio "satura la ghiandola tiroidea, prevenendo così l'assorbimento di iodio radioattivo" e il conseguente "rischio di cancro alla tiroide". Tuttavia "le pastiglie di iodio non offrono protezione contro altre sostanze radioattive" dalle quali, in caso di emergenza, è necessario ripararsi. Inoltre l'uso delle compresse è raccomandato solo per le persone in determinate fasce d'età.
Guerra nucleare, a Napoli caccia alle pillole allo iodio
Vincenzo Santagada, presidente dell'ordine dei Farmacisti di Napoli e assessore comunale alla Salute, ha spiegato: "C'è un boom di richieste di informazioni ma senza alcun incidente di natura nucleare e per l'attuale stato dei fatti, va assolutamente evitata l'assunzione di questi farmaci". C'è chi si è precipitato in farmacia per acquistare la soluzione di Lugol, immaginando di assumere lo iodio solubilizzato in acqua e chi, invece, ha creduto fosse possibile ordinare delle compresse ma in realtà c'è molta confusione sul tema.Guerra in Ucraina, assalto alle pillole di iodio: perché e cosa sono
L'Associazione dei farmacisti belgi ha segnalato che solo giovedì scorso - quando sono arrivate le prime notizie sui combattimenti vicino alla centrale nucleare ucraina nota per il tragico incidente del 1986 - sono state consegnate 1.500 scatole da 10 compresse. Venerdì e sabato la domanda è salita a 4mila confezioni al giorno e si stima che lunedì le consegne abbiano toccato quota 30 mila.
Ritmi che si stanno avvicinando al record storico registrato nel mese di marzo 2018, quando vennero consegnate fino a 45 mila confezioni di compresse al giorno durante l'attuazione del piano di sicurezza nucleare. Il nuovo boom della domanda ha costretto l'Agenzia federale belga per il controllo nucleare a ricordare che le compresse di iodio non vanno assunte preventivamente o di propria iniziativa, ma solo su indicazione delle autorità. "L'attuale situazione in Ucraina non richiede l'uso compresse di iodio", ha rassicurato l'Agenzia su Twitter. Come ricordato dal giornale Le Soir, se lo iodio radioattivo viene rilasciato nell'aria, l'assunzione di ioduro di potassio "satura la ghiandola tiroidea, prevenendo così l'assorbimento di iodio radioattivo" e il conseguente "rischio di cancro alla tiroide". Tuttavia "le pastiglie di iodio non offrono protezione contro altre sostanze radioattive" dalle quali, in caso di emergenza, è necessario ripararsi. Inoltre l'uso delle compresse è raccomandato solo per le persone in determinate fasce d'età.

