Come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola, il pieno ritorno alla mobilità dopo gli anni della pandemia sta producendo effetti critici sul fronte della sicurezza stradale nel territorio salernitano.
Il confronto tra i dati Istat relativi al 2023 e al 2024 evidenzia un peggioramento generalizzato degli indicatori, con la provincia di Salerno che registra un aumento degli incidenti, dei feriti e, soprattutto, delle vittime, collocandosi tra le realtà più esposte al rischio in Campania.
Incidenti stradali, Salerno maglia nera in Campania
Nel corso del 2024 gli incidenti stradali con lesioni a persone sono stati 2.650, a fronte dei 2.553 rilevati nel 2023. L’incremento è pari a 97 sinistri in un solo anno. Ancora più significativo è il dato relativo ai decessi: le vittime sono state 61, contro le 52 dell’anno precedente, con nove morti in più e un aumento percentuale del 17,3. Un valore superiore alla media regionale e in controtendenza rispetto al quadro nazionale, che mostra una sostanziale stabilità.
In crescita anche il numero dei feriti, passati da 3.791 a 3.854, con 63 persone coinvolte in più, a conferma di un fenomeno che non solo si intensifica, ma assume contorni di maggiore gravità.
Nel contesto campano,
Salerno emerge come una delle province con l’aumento più marcato della mortalità stradale. Napoli registra un numero assoluto di vittime più elevato, ma su un volume di incidenti più che doppio. Caserta presenta un incremento più contenuto, Avellino evidenzia criticità legate soprattutto alla viabilità extraurbana interna, mentre Benevento è l’unica provincia a segnare una diminuzione. Salerno, invece, combina traffico urbano intenso, flussi turistici e criticità infrastrutturali, determinando un quadro complessivo di maggiore esposizione al rischio. Il tasso di mortalità lo conferma: 5,8 morti ogni 100 incidenti, contro una media regionale di 4,7.
L’analisi territoriale mostra che oltre il 75 per cento degli incidenti avviene su strade urbane, ambito nel quale si concentra anche l’incremento più significativo rispetto all’anno precedente. Incroci ad alta densità, lunghi rettilinei cittadini e arterie strategiche – dalla tangenziale alla litoranea, fino ai collegamenti con la Piana del Sele e il Cilento – rappresentano i principali punti critici. Quasi una vittima su due perde la vita in ambito urbano, dato che risente della pressione veicolare quotidiana e dell’intreccio tra traffico locale e flussi esterni.
Il peggioramento si concentra inoltre in specifici periodi dell’anno.
Tra maggio e settembre 2024 si registra circa la metà degli incidenti provinciali e oltre il 50 per cento dei decessi, con un aumento rispetto allo stesso arco temporale del 2023. Un dato che coincide con l’intensificazione della mobilità turistica, della circolazione extraurbana e delle attività serali. Ancora più critico il quadro nelle ore notturne: il venerdì e il sabato concentrano oltre la metà delle vittime notturne, con un indice di mortalità doppio rispetto alle fasce diurne.
Sul piano delle cause
, i dati confermano l’incidenza crescente di guida distratta ed eccesso di velocità, fattori che pesano in modo particolare sulla rete extraurbana, dove la gravità degli impatti resta elevata. Le fasce più colpite risultano i giovani tra i 15 e i 29 anni e gli over 65, che mostrano livelli di mortalità e lesività superiori alla media regionale. Il confronto con il passato evidenzia come, pur a fronte di una riduzione di lungo periodo rispetto al 2010, il biennio 2023-2024 segni un’inversione di tendenza che pone la sicurezza stradale tra le principali criticità strutturali della provincia.