Un fronte di fuoco esteso, visibile da gran parte di Salerno, ha devastato ieri diversi ettari di vegetazione sul monte San Liberatore. Per contenere il rogo sono stati mobilitati Vigili del Fuoco, volontari della Protezione Civile e mezzi aerei, mentre nelle ore più critiche è stata valutata anche una possibile chiusura di parte dell’autostrada Salerno-Napoli. Lo riporta Il Mattino.
Incendio sul monte San Liberatore, ore di paura a Salerno: fiamme anche vicine all’autostrada
L’allarme è scattato poco prima delle 14 di ieri, quando una colonna di fumo e lingue di fuoco particolarmente alte sono comparse sul rilievo che domina il capoluogo. Le fiamme hanno guadagnato terreno con grande rapidità.
Nel giro di circa mezz’ora il rogo aveva già interessato diversi ettari di bosco, sollevando nell’aria cenere e una densa coltre di fumo visibile anche a notevole distanza. La velocità di propagazione ha reso immediatamente necessario il potenziamento del dispositivo di soccorso, con il coinvolgimento di uomini e mezzi provenienti da più squadre.
Canadair ed elicotteri in azione per raggiungere le zone impervie
I Vigili del Fuoco e i volontari della Protezione Civile della provincia di Salerno hanno lavorato senza interruzioni per contenere il fronte e impedire che l’incendio si avvicinasse ulteriormente alle infrastrutture e alle aree abitate.
Vista l’estensione delle fiamme e la difficoltà di raggiungere alcuni punti da terra, il direttore delle operazioni di spegnimento ha chiesto il supporto aereo. Intorno alle 15.30 erano già impegnati un Canadair e due elicotteri dotati di cestello. I lanci dall’alto si sono rivelati determinanti per circoscrivere il fuoco nelle parti più difficili del monte.
La fase più delicata è proseguita fino alle 17 circa. In quelle ore il timore era che il rogo potesse raggiungere il tracciato autostradale. Per questa ragione è stata allertata anche la Polizia Stradale, chiamata a valutare l’eventuale interdizione di una parte della Salerno-Napoli. Il pericolo è stato scongiurato grazie all’azione congiunta delle squadre a terra e dei mezzi aerei.
Emergenza rientrata in serata, controlli per tutta la notte
Intorno alle 19 il fronte principale risultava drasticamente ridimensionato e la fase emergenziale poteva considerarsi conclusa. Le operazioni, tuttavia, sono proseguite anche durante la notte. Vigili del Fuoco e volontari hanno continuato a sorvegliare l’area e a bonificare i punti ancora caldi, per evitare che piccoli focolai potessero riaccendere l’incendio.
Verifiche sui danni e sulle cause
Gli accertamenti dovranno ora stabilire l’estensione della vegetazione distrutta e verificare se il passaggio del fuoco possa avere compromesso la stabilità del terreno, creando possibili criticità di natura idrogeologica.
Resta inoltre da chiarire l’origine del rogo. La rapidità con cui le fiamme si sono sviluppate su un fronte tanto ampio ha fatto emergere l’ipotesi di un’azione dolosa, eventualmente caratterizzata da più punti di innesco. Si tratta, però, di una possibilità che dovrà trovare conferma nei rilievi. Sul monte sono intervenuti anche i Carabinieri Forestali, impegnati nella raccolta degli elementi necessari a ricostruire l’avvio dell’incendio e a individuare eventuali responsabilità.

