Vincenzo De Luca torna a parlare di Sigfrido Ranucci e lo fa con toni fortemente ironici. Nel corso della consueta diretta Facebook del venerdì, il sindaco di Salerno ha messo a confronto la vicenda del conduttore di Report con quella del sottosegretario Andrea Delmastro, sostenendo che nel dibattito pubblico verrebbero utilizzati criteri differenti a seconda dei protagonisti.
Salerno, De Luca torna sul caso Ranucci: «Propongo di nominarlo Commendatore»
Il primo cittadino ha impostato il suo intervento sul tema delle relazioni tra figure pubbliche e persone con precedenti penali, richiamando due episodi distinti. Parlando di Delmastro, De Luca ha ricordato la fotografia che ritraeva il sottosegretario insieme a una persona che, secondo quanto affermato dallo stesso sindaco, sarebbe legata alla criminalità organizzata nell’ambito di una vicenda riguardante investimenti nella ristorazione.
Per De Luca, la richiesta di dimissioni avanzata in quel caso sarebbe stata comprensibile, perché chi ricopre incarichi pubblici di particolare rilievo deve prestare attenzione anche ai rapporti e alle circostanze nelle quali viene fotografato. Il sindaco sostiene però che un atteggiamento differente sarebbe stato adottato nei confronti di Sigfrido Ranucci.
L’ironia sul «Commendator Ranucci»
De Luca ha criticato quelle che definisce le numerose manifestazioni pubbliche di solidarietà nei confronti del giornalista di Report, parlando ironicamente di un «processo di beatificazione». Da qui la provocazione: «A questo punto mi sento di proporre io stesso una raccolta firme da inviare al Presidente Mattarella per conferirgli almeno il titolo di Commendatore». Il sindaco ha proseguito sullo stesso registro, aggiungendo che «per le persone di fede» si potrebbe arrivare persino a proporre Ranucci per la beatificazione.
Le critiche sul rapporto con Lavitola
De Luca ha precisato di non voler entrare negli aspetti giudiziari della vicenda, concentrando invece le proprie considerazioni sulla credibilità personale e sulla coerenza. Nel suo intervento ha contestato a Ranucci di non aver preso, a suo giudizio, una posizione sufficientemente netta nei confronti di Lavitola, ricordando che il giornalista lo avrebbe definito un proprio «amico fraterno». «Sul piano dello stile personale, della credibilità e della coerenza etica mi sento di affermare che Ranucci non ha alcun titolo per dare lezioni morali», ha dichiarato De Luca.
Il sindaco ha quindi chiuso mantenendo il tono sarcastico: «Commendator Ranucci suona persino bene», arrivando a proporre ironicamente la nascita di un’associazione per sostenerne la nomina a Commendatore della Repubblica.

