Infuria la battaglia politica e legale sulla gestione del litorale cilentano ad Ascea, in seguito all'improvvisa comparsa di ombrelloni e attrezzature balneari su una spiaggia precedentemente destinata alla libera fruizione nella Piana di Velia come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
La trasformazione dell'arenile ha spinto il gruppo consiliare di opposizione "Ascea in Testa" a depositare un formale ricorso in autotutela, indirizzato ai vertici del municipio, per esigere l'immediata revoca dei provvedimenti amministrativi che hanno autorizzato il trasferimento di una licenza demaniale marittima originariamente intestata al Condominio "Parco Venere".
L'atto di accusa contro la giunta mette in luce anche una presunta violazione del Piano di utilizzazione delle aree demaniali comunali, evidenziando come l'occupazione stabile del tratto di Velia vada a intaccare la quota minima obbligatoria del 50% di arenile da preservare per la pubblica e gratuita balneazione.
Per bloccare la privatizzazione dello spazio pubblico e tutelare i diritti di bagnanti e residenti, l'opposizione ha inviato l'intera documentazione anche all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) e agli uffici competenti della Regione Campania, chiamati ora a esprimersi sulla regolarità dell'iter.
La trasformazione dell'arenile ha spinto il gruppo consiliare di opposizione "Ascea in Testa" a depositare un formale ricorso in autotutela, indirizzato ai vertici del municipio, per esigere l'immediata revoca dei provvedimenti amministrativi che hanno autorizzato il trasferimento di una licenza demaniale marittima originariamente intestata al Condominio "Parco Venere".
La minoranza consiliare trascina il Comune davanti alle autorità ad Ascea
La minoranza consiliare solleva pesanti riserve sulla legittimità dell'operazione. Secondo i firmatari dell'istanza, la legge non prevede lo spostamento automatico di una concessione in un'altra area in caso di erosione costiera o mutamenti naturali dello stato dei luoghi. Lo spostamento in una zona differente configurerebbe a tutti gli effetti il rilascio di un nuovo titolo demaniale, una procedura che per legge imporrebbe una gara pubblica e comparativa per garantire la trasparenza e la libera concorrenza tra gli operatori economici.L'atto di accusa contro la giunta mette in luce anche una presunta violazione del Piano di utilizzazione delle aree demaniali comunali, evidenziando come l'occupazione stabile del tratto di Velia vada a intaccare la quota minima obbligatoria del 50% di arenile da preservare per la pubblica e gratuita balneazione.
Per bloccare la privatizzazione dello spazio pubblico e tutelare i diritti di bagnanti e residenti, l'opposizione ha inviato l'intera documentazione anche all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) e agli uffici competenti della Regione Campania, chiamati ora a esprimersi sulla regolarità dell'iter.

