Green pass con una sola dose: come funziona
A controllare la certificazione non saranno infatti solo i pubblici ufficiali nell’esercizio delle proprie funzioni. Dovrà farlo, si legge nel testo, anche "il personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi, i soggetti titolari delle strutture ricettive e dei pubblici esercizi per l’accesso ai quali è prescritto il possesso del certificato verde nonché i loro delegati, il proprietario o il legittimo detentore di luoghi o locali presso i quali si svolgono eventi e attività per partecipare ai quali è prescritto il possesso del green pass nonché i loro delegati e i gestori delle strutture che erogano prestazioni sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali per l’accesso alle quali, in qualità di visitatori, sia prescritto il possesso della certificazione verde (nonché i loro delegati)".Una app per "leggere" il Qr code del pass
In altre parole, dato che al momento il pass è necessario solo per matrimoni e Rsa, il controllo è demandato ai responsabili delle strutture o ai loro dipendenti. Tuttavia, il fatto che la bozza specifichi con dovizia di dettagli anche altre attività fa presupporre che l’uso del pass potrebbe essere a breve esteso. Magari agli hotel, alle discoteche o anche a cinema e ristoranti che, per aumentare la propria capienza, dovrebbero controllare all’accesso il pass. Come? Attraverso un’altra app che sarà in dotazione ad esercenti e gestori, capace di leggere il codice Qr e dare o meno il via libero all’accesso. Non solo. Gli stessi soggetti verificatori, in base alla bozza, dovranno anche chiedere di visionare un documento d’identità dei propri clienti.Green pass: dove e come consultarlo
Che cosa è il green pass?
Il certificato verde, comunemente chiamato “green pass”, attesta lo stato di avvenuta vaccinazione contro il Covid-19, lo stato di avvenuta guarigione dall’infezione o il fatto di aver effettuato un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus.
A che cosa serve?
Serve per viaggiare nell’Unione Europea (alcuni paesi chiedono la seconda dose del vaccino), per raggiungere zone arancioni o rosse (da lunedì 14 giugno Lombardia, Lazio, Piemonte, Emilia-Romagna e provincia autonoma di Trento saranno promosse nella fascia bianca con minori restrizioni) e per partecipare a cerimonie o alle Rsa.
Chi lo rilascia?
La piattaforma nazionale Digital Green Certificate (acronimo DGC) emette e valida il certificato verde.
Il certificato verde viene prodotto in tre casi: quando viene somministrato il vaccino, quando viene effettuato il test antigenico rapido o molecolare con esito negativo, nel caso in cui un medico attesta che la persona è guarita dal Covid.
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