In occasione della Giornata Internazionale contro l’omolesbobitransfobia, Gay Help Line diffonde dati che raccontano un quadro ancora molto preoccupante per le persone Lgbt+ in Italia. A risultare più esposti sono soprattutto i giovani, i minorenni, le persone transgender e gender diverse, ma anche migranti e lavoratori. Secondo il report, oltre l’85% delle persone minorenni Lgbt+ subisce almeno una forma di violenza, mentre il 40% degli under 26 vive episodi di maltrattamento dopo il coming out.
Oltre 400mila contatti in vent’anni
In vent’anni di attività, il numero verde Gay Help Line 800 713 713 e la chat Speakly.org hanno raccolto oltre 400mila contatti da tutta Italia. Nell’ultimo anno le richieste di aiuto sono state circa 20mila.
Un dato significativo riguarda l’aumento delle chiamate dal Sud Italia, passate dal 20% a oltre il 40%. Secondo il report, questo incremento evidenzia maggiori difficoltà per le persone Lgbtqia+ nel trovare occupazione e nell’accedere a servizi dedicati in alcune aree del Paese.
Violenza e discriminazioni in crescita
Nel 2025, quasi una persona su due tra quelle entrate in contatto con il servizio, pari al 49,72%, ha dichiarato di aver subito almeno una forma di violenza.
Il linguaggio d’odio resta una delle forme più diffuse di aggressione: il 38,95% delle persone ha riferito di aver subito violenza verbale omolesbobitransfobica.
Giovani e minori tra i più colpiti
I giovani continuano a essere tra le categorie più fragili. Tra i minorenni, l’85% subisce almeno una forma di violenza, mentre il 40% degli under 26 racconta esperienze di maltrattamento dopo il coming out.
Questi episodi avvengono soprattutto in ambito familiare e possono avere conseguenze pesanti sul benessere psicologico, aumentando isolamento, paura e senso di esclusione. Il bullismo scolastico rappresenta il 2,76% del totale dei contatti.
Aumentano le richieste da persone migranti
Dal 2020 a oggi è cresciuto in modo netto anche il numero di persone migranti che si rivolgono al servizio online: dal 2-3% si è arrivati al 35%.
Secondo Gay Help Line, l’aumento è legato anche alle evoluzioni normative e alla necessità, per molte persone Lgbtqia+, di chiedere protezione a causa delle persecuzioni subite nei Paesi di origine per orientamento sessuale o identità di genere.
Persone transgender e gender diverse più esposte
Le persone transgender e gender diverse rappresentano oltre il 30% di chi contatta Gay Help Line.
Il dato conferma una forte esposizione a vulnerabilità, discriminazioni e difficoltà quotidiane, sia nella vita sociale sia nell’accesso ai servizi.
Lavoro e sanità tra gli ambiti più critici
La discriminazione in ambito lavorativo è la categoria più rappresentata, con il 64,1% dei casi. Di questi, il 33,87% riguarda l’orientamento sessuale e l’11,29% l’identità di genere.
Preoccupa anche il dato sulla discriminazione sanitaria, pari al 14,52%: più di un caso su sette riguarda l’accesso ai servizi sanitari e il diritto alla prevenzione.
Dopo il Covid casi in aumento
Dall’analisi dei vent’anni di attività del contact center emerge che, dal 2006 al 2019, i fenomeni discriminatori in famiglia, a scuola e nella società erano progressivamente diminuiti.
Dopo la pandemia, però, molti indicatori sono tornati a crescere, in alcuni casi raggiungendo o superando i livelli dei primi anni di attività del servizio. Secondo Gay Help Line, il peggioramento delle condizioni sociali e lavorative ha contribuito ad aumentare gli episodi discriminatori.
Il ricordo di Andrea Spezzacatena
Tra i casi seguiti da Gay Help Line viene ricordato anche quello di Andrea Spezzacatena, il ragazzo diventato noto come “il ragazzo dai pantaloni rosa”.
Nel 2012 furono alcuni compagni di scuola a contattare il servizio per raccontare gli episodi di omofobia subiti da Andrea. Da quelle segnalazioni emerse una sofferenza profonda, poi portata all’attenzione della madre e dell’OSCAD, l’Osservatorio del Ministero dell’Interno contro le discriminazioni.

