La cultura riparte dopo il necessario quanto doloroso periodo di stop totale che si è reso necessario durante i periodi più critici dell’emergenza sanitaria dettata dalla nuova pandemia.
Il comparto degli spettacoli dal vivo è stato quello che più di qualsiasi altro ha risentito dell’impossibilità di portare in scena gli artisti ma, se la musica leggera ha potuto contare sull’appoggio morale e sulle proteste di milioni e milioni di cittadini italiani, la musica colta ha sofferto anche di un periodo di “dimenticanza”, relegata agli angoli della scena culturale italiana. Questo, naturalmente, al netto degli aiuti governativi che, per quanto siano effettivamente arrivati, non sono stati certo sufficienti ad arginare il crollo economico del settore.
Cosa hanno fatto i giovani artisti in questo periodo di clausura forzata e di esilio dalle scene? Sono riusciti a esprimere lo stesso la propria arte e creatività, utilizzando un microfono per PC per registrare le proprie performance e un software per l’editing sonoro delle tracce regalando al Web la loro voce oppure preparando master da inviare ai discografici sperando in un’audizione, ma di certo non c’è nulla che possa sostituire il piacere e la qualità dell’esecuzione dal vivo.
Mentre gli appassionati di musica leggera riuscivano quindi forse meglio dei colleghi della musica colta ad adeguarsi a un nuovo modo di esprimere il loro talento, i musicisti e gli artisti del Bel Canto hanno forse sofferto più di ogni altro.
Non bisogna assolutamente pensare, tuttavia, che l’opera e la musica lirica abbiano smesso di essere vitali. A Genova infatti si è lavorato alacremente al fine di organizzare anche nel corso del 2021 l’International Music Youth Festival per giovani cantanti di musica lirica.

Redazione Occhio Notizie02/22/2021
