Si riaccendono i fari sul futuro della ferrovia Sicignano-Lagonegro, il Comitato esprime serie preoccupazioni dopo il riscontro ottenuto dalla Regione Campania: "Le modifiche al servizio sostitutivo possano complicare ulteriormente la riapertura". Lo riporta SalernoNotizie.
Il Comitato segnala che il servizio sostitutivo di autobus di Trenitalia non sarà più gestito da Busitalia Rail Service del Gruppo Ferrovie dello Stato, ma verrà affidato a un'ATI, composta da Busitalia Campania e Sita Sud, nuovo operatore del trasporto pubblico extraurbano nella provincia di Salerno.
Tale cambiamento, secondo il Comitato, potrebbe impedire l'acquisto sul portale Trenitalia di un biglietto combinato treno-bus che attualmente garantisce coincidenze e le garanzie del Regolamento europeo sui diritti dei passeggeri ferroviari. Panetta osserva che gli utenti dovranno comprare un normale biglietto per il trasporto su gomma, privo delle medesime garanzie del servizio ferroviario.
Da qui l'appello al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, con cui il Comitato ha richiesto un incontro per chiarire la posizione regionale sulla linea. Si chiede se la Regione intenda supportare la riapertura al traffico commerciale con treni regionali nel tratto campano Sicignano-Casalbuono, in connessione con la futura linea Alta Velocità Battipaglia-Praia a Mare, o se punti su una riattivazione limitata a treni turistici e storici nel fine settimana.
Panetta sottolinea la necessità di stabilire chi assumerà la responsabilità di costringere i circa 156 mila residenti del Vallo di Diano, degli Alburni e della Basilicata meridionale all'uso esclusivo degli autobus di linea, privandoli di un collegamento ferroviario moderno ed efficiente.
Infine, il Comitato torna a ripetere che ripristinare la ferrovia sarebbe strategico per migliorare la mobilità dell'area interna, offrendo collegamenti più rapidi, costi ridotti e una migliore integrazione con la rete ferroviaria nazionale ad alta velocità.
Futuro della ferrovia Sicignano-Lagonegro, il Comitato attacca: "Le modifiche allontanano la riapertura"
Un nuovo capitolo di discussione emerge riguardo al futuro della ferrovia Sicignano-Lagonegro. Il Comitato per la riattivazione della linea, guidato da Rocco Panetta, esprime serie preoccupazioni dopo il riscontro ottenuto dalla Regione Campania, ritenendo che le modifiche al servizio sostitutivo possano complicare ulteriormente la riapertura del tratto ferroviario.Il Comitato segnala che il servizio sostitutivo di autobus di Trenitalia non sarà più gestito da Busitalia Rail Service del Gruppo Ferrovie dello Stato, ma verrà affidato a un'ATI, composta da Busitalia Campania e Sita Sud, nuovo operatore del trasporto pubblico extraurbano nella provincia di Salerno.
Tale cambiamento, secondo il Comitato, potrebbe impedire l'acquisto sul portale Trenitalia di un biglietto combinato treno-bus che attualmente garantisce coincidenze e le garanzie del Regolamento europeo sui diritti dei passeggeri ferroviari. Panetta osserva che gli utenti dovranno comprare un normale biglietto per il trasporto su gomma, privo delle medesime garanzie del servizio ferroviario.
Da qui l'appello al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, con cui il Comitato ha richiesto un incontro per chiarire la posizione regionale sulla linea. Si chiede se la Regione intenda supportare la riapertura al traffico commerciale con treni regionali nel tratto campano Sicignano-Casalbuono, in connessione con la futura linea Alta Velocità Battipaglia-Praia a Mare, o se punti su una riattivazione limitata a treni turistici e storici nel fine settimana.
Panetta sottolinea la necessità di stabilire chi assumerà la responsabilità di costringere i circa 156 mila residenti del Vallo di Diano, degli Alburni e della Basilicata meridionale all'uso esclusivo degli autobus di linea, privandoli di un collegamento ferroviario moderno ed efficiente.
Infine, il Comitato torna a ripetere che ripristinare la ferrovia sarebbe strategico per migliorare la mobilità dell'area interna, offrendo collegamenti più rapidi, costi ridotti e una migliore integrazione con la rete ferroviaria nazionale ad alta velocità.

