La Cassazione annulla l’assoluzione per furto di energia elettrica per un 46enne di Battipaglia: basta l’uso consapevole anche senza prova dell’allaccio. Processo da rifare a Salerno. Lo riporta SalernoToday.
Furto di energia elettrica, la Cassazione ribalta l’assoluzione: una 46enne di Battipaglia di nuovo a giudizio
La fruizione consapevole di energia elettrica sottratta alla rete configura un reato anche in assenza della prova sull’autore materiale della manomissione del contatore. È questo il principio ribadito dalla Quarta Sezione Penale della Corte di Cassazione, che ha annullato con rinvio la sentenza di assoluzione emessa dal Tribunale di Salerno il 4 aprile 2025 nei confronti di una donna di 46 anni, residente a Battipaglia, imputata per furto aggravato di energia elettrica nella propria abitazione.
La vicenda giudiziaria prende avvio da un controllo che aveva portato alla scoperta di un bypass abusivo nell’immobile in cui l’imputata viveva insieme al marito. Nonostante l’accertamento dell’allaccio illegale, il giudice di primo grado aveva pronunciato l’assoluzione, ritenendo non dimostrata la responsabilità diretta della donna nella realizzazione materiale della manomissione.
Contro quella decisione ha proposto ricorso il Procuratore Generale presso la Corte d’appello di Salerno, contestando l’impostazione seguita dal tribunale. Nel ricorso, il PG ha sottolineato come il giudice avesse riconosciuto la presenza di un allaccio abusivo alla rete Enel, peraltro a servizio di un’utenza intestata alla stessa imputata, giungendo però a una conclusione ritenuta incoerente: l’assenza di prova sull’autrice materiale dell’allaccio. Una valutazione definita manifestamente illogica dall’accusa, che ha criticato anche la distinzione operata in primo grado tra la responsabilità tecnica della manomissione e quella legata all’effettivo utilizzo dell’energia.
Secondo la Procura Generale, infatti, era pacifico che la donna continuasse a beneficiare della fornitura elettrica nell’abitazione condivisa con il marito, attraverso un allaccio irregolare e senza corrispondere alcun pagamento.
La Suprema Corte ha accolto integralmente questa ricostruzione, chiarendo che il reato di furto si perfeziona nel momento stesso dell’uso dell’energia. Nella motivazione, i giudici hanno precisato che l’illecita fruizione consapevole dell’energia elettrica costituisce un vero e proprio impossessamento del bene, realizzato mediante strumenti idonei a superare la volontà contraria dell’ente erogatore.
Pertanto, al di là dell’individuazione di chi abbia materialmente realizzato il bypass, ciò che assume rilievo ai fini della responsabilità penale è l’utilizzo continuativo dell’energia sottratta in modo illecito. Alla luce di tali considerazioni, la Cassazione ha ritenuto viziato il ragionamento del Tribunale di Salerno, osservando che, una volta accertati l’allaccio abusivo e l’intestazione della fornitura, l’assoluzione risulta manifestamente illogica. Il procedimento tornerà ora davanti al Tribunale di Salerno per un nuovo giudizio.

