Il Comune di Furore riaccende i riflettori su uno degli eventi più iconici della Costiera Amalfitana: il ritorno dello storico Marmeeting, che dopo oltre trent’anni di storia — dal 1986 al 2018 — era stato interrotto, privando il territorio di un punto di riferimento sportivo e culturale.
Per decenni, la manifestazione aveva trasformato il celebre Fiordo di Furore in un palcoscenico internazionale, capace di attrarre tuffatori di fama mondiale, appassionati e studiosi, con congressi dedicati alla tutela del Mediterraneo e alla sostenibilità, a cui avevano partecipato enti come Enea e Ispra.
Secondo le stime preliminari, “Fiordo Vertical Waves” potrebbe incrementare i flussi turistici fino al 10% nei mesi strategici e prolungare la permanenza media dei visitatori, con benefici diretti anche sul piano occupazionale e sulla valorizzazione di zone meno conosciute del territorio. L’iniziativa mira a restituire al Fiordo di Furore l’attrattiva internazionale che aveva caratterizzato il Marmeeting per oltre trent’anni, creando sinergie tra sport, cultura e promozione sostenibile.
Un ulteriore impulso alla ripartenza potrebbe arrivare dal supporto istituzionale: è stato infatti presentato un emendamento al bilancio della Regione Campania per sostenere l’edizione 2026 del progetto. Nel post diffuso sulla pagina ufficiale del Comune, non manca il ringraziamento al vicepresidente regionale Giuseppe Fabbricatore per l’attenzione mostrata verso le potenzialità del territorio.
Tra nostalgia e innovazione, Furore sembra dunque pronto a tornare protagonista sulla scena internazionale, con un evento capace di unire spettacolo, educazione ambientale e valorizzazione del territorio, consolidando la reputazione della Costiera Amalfitana come meta di eccellenza per sport e turismo sostenibile.
Per decenni, la manifestazione aveva trasformato il celebre Fiordo di Furore in un palcoscenico internazionale, capace di attrarre tuffatori di fama mondiale, appassionati e studiosi, con congressi dedicati alla tutela del Mediterraneo e alla sostenibilità, a cui avevano partecipato enti come Enea e Ispra.
Furore rilancia il Marmeeting con “Fiordo Vertical Waves”
L'amministrazione comunale presenta “Fiordo Vertical Waves”, un progetto che raccoglie l’eredità del passato reinterpretandola in chiave contemporanea. L’evento manterrà i tuffi estremi come fulcro spettacolare, ma si arricchirà di un programma che integra sport, educazione ambientale, sostenibilità e benessere. Tra le novità, spiccano attività di cucina ecosostenibile e il coinvolgimento diretto di associazioni e operatori locali, con l’obiettivo di trasformare la manifestazione in un’esperienza diffusa capace di coinvolgere tutta la comunità.Secondo le stime preliminari, “Fiordo Vertical Waves” potrebbe incrementare i flussi turistici fino al 10% nei mesi strategici e prolungare la permanenza media dei visitatori, con benefici diretti anche sul piano occupazionale e sulla valorizzazione di zone meno conosciute del territorio. L’iniziativa mira a restituire al Fiordo di Furore l’attrattiva internazionale che aveva caratterizzato il Marmeeting per oltre trent’anni, creando sinergie tra sport, cultura e promozione sostenibile.
Un ulteriore impulso alla ripartenza potrebbe arrivare dal supporto istituzionale: è stato infatti presentato un emendamento al bilancio della Regione Campania per sostenere l’edizione 2026 del progetto. Nel post diffuso sulla pagina ufficiale del Comune, non manca il ringraziamento al vicepresidente regionale Giuseppe Fabbricatore per l’attenzione mostrata verso le potenzialità del territorio.
Tra nostalgia e innovazione, Furore sembra dunque pronto a tornare protagonista sulla scena internazionale, con un evento capace di unire spettacolo, educazione ambientale e valorizzazione del territorio, consolidando la reputazione della Costiera Amalfitana come meta di eccellenza per sport e turismo sostenibile.

