Un uomo di 29 anni dovrà affrontare il processo con giudizio immediato davanti al Tribunale di Nocera Inferiore con accuse gravi: atti persecutori aggravati e danneggiamento seguito da incendio ai danni dell’ex compagna.
La decisione arriva dopo che il giudice per le indagini preliminari ha respinto la richiesta di patteggiamento avanzata dalla difesa, ritenendo non adeguata la pena proposta rispetto alla gravità dei fatti contestati e alla pericolosità sociale dell’imputato come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
L’episodio più grave risale al 30 novembre, quando l’uomo avrebbe appiccato il fuoco a una Renault Clio utilizzata dalla donna, sebbene intestata alla madre. L’auto era parcheggiata in una zona periferica e, nelle immediate vicinanze, erano presenti altri veicoli alimentati a GPL e un serbatoio di gas di notevoli dimensioni. Una circostanza che ha aumentato il rischio per la pubblica incolumità, scongiurato solo grazie al tempestivo intervento dei vigili del fuoco.
Nel corso delle indagini, la persona offesa si è opposta all’ipotesi di patteggiamento, ritenendo insufficiente sia la proposta sanzionatoria sia l’offerta risarcitoria, mai concretizzata. Inoltre, secondo quanto emerso, i comportamenti molesti sarebbero proseguiti anche dopo i primi interventi giudiziari.
Il Gip, nel rigettare l’istanza, ha evidenziato come le modalità delle condotte – caratterizzate da reiterazione e escalation fino all’atto incendiario – non consentano di riconoscere attenuanti prevalenti rispetto alle aggravanti contestate, né giustifichino la concessione della sospensione condizionale della pena.
Il procedimento entrerà ora nella fase dibattimentale, con le prossime udienze che serviranno ad approfondire i fatti e a valutare le responsabilità penali dell’imputato, in un caso che si inserisce nel quadro più ampio delle violenze e persecuzioni nelle relazioni affettive.
La decisione arriva dopo che il giudice per le indagini preliminari ha respinto la richiesta di patteggiamento avanzata dalla difesa, ritenendo non adeguata la pena proposta rispetto alla gravità dei fatti contestati e alla pericolosità sociale dell’imputato come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Stalking e auto incendiata alla ex: 29enne a processo
Secondo la ricostruzione della Procura, la vicenda si sviluppa tra la fine di novembre e la metà di dicembre dello scorso anno, periodo in cui il giovane avrebbe messo in atto una serie di comportamenti persecutori nei confronti della donna, incapace di accettare la conclusione della relazione. Le condotte descritte delineano un quadro di pressioni continue: telefonate anonime, invio reiterato di messaggi e appostamenti nei pressi dell’abitazione della vittima, tali da ingenerare un concreto stato di ansia e timore per la propria sicurezza, fino a modificare le abitudini quotidiane.L’episodio più grave risale al 30 novembre, quando l’uomo avrebbe appiccato il fuoco a una Renault Clio utilizzata dalla donna, sebbene intestata alla madre. L’auto era parcheggiata in una zona periferica e, nelle immediate vicinanze, erano presenti altri veicoli alimentati a GPL e un serbatoio di gas di notevoli dimensioni. Una circostanza che ha aumentato il rischio per la pubblica incolumità, scongiurato solo grazie al tempestivo intervento dei vigili del fuoco.
Nel corso delle indagini, la persona offesa si è opposta all’ipotesi di patteggiamento, ritenendo insufficiente sia la proposta sanzionatoria sia l’offerta risarcitoria, mai concretizzata. Inoltre, secondo quanto emerso, i comportamenti molesti sarebbero proseguiti anche dopo i primi interventi giudiziari.
Il Gip, nel rigettare l’istanza, ha evidenziato come le modalità delle condotte – caratterizzate da reiterazione e escalation fino all’atto incendiario – non consentano di riconoscere attenuanti prevalenti rispetto alle aggravanti contestate, né giustifichino la concessione della sospensione condizionale della pena.
Il procedimento entrerà ora nella fase dibattimentale, con le prossime udienze che serviranno ad approfondire i fatti e a valutare le responsabilità penali dell’imputato, in un caso che si inserisce nel quadro più ampio delle violenze e persecuzioni nelle relazioni affettive.

