Il nucleo di polizia economico-finanziaria delle Fiamme Gialle ha smantellato una centrale clandestina per lo stoccaggio e la commercializzazione illegale di combustibile agevolato. L'operazione, coordinata dai magistrati della Procura di Busto Arsizio, è culminata con il deferimento alla giustizia di tre cittadini italiani, accusati a vario titolo di aver architettato un collaudato meccanismo di frode fiscale ai danni dello Stato.
La mente del raggiro sarebbe un intermediario d'affari operativo a Gallarate, il quale ordinava ingenti quantitativi di prodotto a tassazione ridotta (riservato per legge al settore primario) falsificando le richieste a nome di imprenditori agricoli del tutto estranei o inesistenti. Il tassello logistico era invece gestito dall'amministratore occulto di una ditta di autotrasporti con base a Cassano Magnago, mentre il titolare del piazzale di Besnate garantiva la copertura logistica per i rifornimenti in nero a clienti compiacenti.
I conteggi degli investigatori stimano che nel giro di dodici mesi il sodalizio sia riuscito a piazzare sul mercato parallelo circa 18 mila litri di idrocarburi. Il volume d'affari complessivo generato dal contrabbando ha superato la cifra di 270 mila euro, un tesoretto sottratto alle casse pubbliche attraverso l'evasione delle accise e rivenduto a tariffe stracciate rispetto ai normali prezzi di listino dei distributori stradali.
Frode sul carburante a Varese: scovata pompa abusiva
La genesi dell'indagine è legata ai sospetti movimenti di mezzi pesanti registrati nei pressi di un perimetro privato nel comune di Besnate. I successivi appostamenti dei militari hanno permesso di scoprire una vera e propria stazione di servizio sotterranea, dotata di cisterna mobile e impianti di erogazione pronti all'uso. L'incrocio dei dati documentali con le piattaforme informatiche regionali ha poi consentito di mappare i ruoli dei singoli complici all'interno della filiera illecita.La mente del raggiro sarebbe un intermediario d'affari operativo a Gallarate, il quale ordinava ingenti quantitativi di prodotto a tassazione ridotta (riservato per legge al settore primario) falsificando le richieste a nome di imprenditori agricoli del tutto estranei o inesistenti. Il tassello logistico era invece gestito dall'amministratore occulto di una ditta di autotrasporti con base a Cassano Magnago, mentre il titolare del piazzale di Besnate garantiva la copertura logistica per i rifornimenti in nero a clienti compiacenti.
I conteggi degli investigatori stimano che nel giro di dodici mesi il sodalizio sia riuscito a piazzare sul mercato parallelo circa 18 mila litri di idrocarburi. Il volume d'affari complessivo generato dal contrabbando ha superato la cifra di 270 mila euro, un tesoretto sottratto alle casse pubbliche attraverso l'evasione delle accise e rivenduto a tariffe stracciate rispetto ai normali prezzi di listino dei distributori stradali.

