I lavoratori delle Fonderie Pisano si sono riuniti in un'affollata assemblea all'interno dei capannoni di via dei Greci a Salerno per sollecitare una risposta immediata da parte delle istituzioni regionali come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattin.
Con la produzione ferma ormai da mesi e i macchinari completamente spenti, la sopravvivenza occupazionale dello stabilimento salernitano è legata a doppio filo al via libera per un piano industriale di transizione. La proprietà ha infatti depositato in anticipo agli uffici di palazzo Santa Lucia un nuovo progetto tecnologico che punta a traghettare l'azienda verso la definitiva delocalizzazione in un altro sito, obiettivo che resta prioritario per le maestranze.
Un sistema totalmente decarbonizzato e a impatto zero che, secondo i sindacati, servirà anche a rassicurare i territori che in futuro dovranno ospitare la nuova sede della fabbrica. Se non arriveranno riscontri istituzionali entro i prossimi giorni, i lavoratori sono pronti a far partire una nuova stagione di mobilitazione.
Con la produzione ferma ormai da mesi e i macchinari completamente spenti, la sopravvivenza occupazionale dello stabilimento salernitano è legata a doppio filo al via libera per un piano industriale di transizione. La proprietà ha infatti depositato in anticipo agli uffici di palazzo Santa Lucia un nuovo progetto tecnologico che punta a traghettare l'azienda verso la definitiva delocalizzazione in un altro sito, obiettivo che resta prioritario per le maestranze.
Forni elettrici per far ripartire lo stabilimento di Salerno: Fiom Cgil e operai in pressing
La segretaria della Fiom Cgil di Salerno, Francesca D'Elia, ha ricordato che gli impegni assunti a Roma davanti al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sono stati rispettati dall'azienda e che ora spetta alla Regione Campania valutare la documentazione in tempi compatibili con la tenuta economica dei lavoratori. Il piano per il quartiere di Fratte si basa su una profonda ristrutturazione green, come confermato dal rappresentante della rsu Mimmo Volpe, e prevede l'addio definitivo ai vecchi cubilotti in favore di moderni forni elettrici Trial.Un sistema totalmente decarbonizzato e a impatto zero che, secondo i sindacati, servirà anche a rassicurare i territori che in futuro dovranno ospitare la nuova sede della fabbrica. Se non arriveranno riscontri istituzionali entro i prossimi giorni, i lavoratori sono pronti a far partire una nuova stagione di mobilitazione.

