Si accende un nuovo durissimo scontro sul destino dello stabilimento metallurgico di Salerno, situato nel quartiere Fratte. La recente mossa della proprietà delle Fonderie Pisano, che ha depositato in Regione Campania un piano di restyling tecnologico basato su tre forni elettrici a media frequenza per adeguarsi alle direttive europee Bat dopo il blocco del Consiglio di Stato, ha incassato l'immediato e categorico rifiuto del comitato "Salute e Vita" come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
L'opposizione al progetto non è solo ambientale ma anche urbanistica e burocratica. Lorenzo Forte evidenzia come il Piano Urbanistico Comunale di Salerno abbia modificato già da vent'anni la destinazione d'uso di Fratte, trasformandola da area industriale a distretto residenziale e commerciale, rendendo di fatto illegittimi i mutamenti strutturali proposti dai Pisano. L'unica via d'uscita auspicata dal comitato resta il trasferimento definitivo dell'attività in un'area Asi idonea, lasciando spazio alla bonifica totale del vecchio sito e alla nascita di un parco pubblico.
La battaglia legale e amministrativa si preannuncia serrata: l'iter regionale si incrocerà nei prossimi mesi con la convocazione della conferenza dei servizi e con l'udienza di merito del Tar Campania. Nel frattempo, sul fronte occupazionale, monta la tensione tra le maestranze, preoccupate per il proprio futuro lavorativo e pronte a riunirsi in assemblea davanti ai cancelli della fabbrica salernitana.
Fonderie Pisano a Salerno, Forte blocca il nuovo piano
Il presidente dell'associazione, Lorenzo Forte, ha liquidato l'iniziativa degli industriali come una provocazione irricevibile e tardiva, accusando i vertici aziendali di aver massimizzato i guadagni per due decenni utilizzando tecnologie obsolete a carbone a discapito dell'ambiente circostante. Secondo l'attivista, i dati Arpac post-chiusura dimostrano inequivocabilmente il crollo dei livelli di inquinamento, confermando la nocività storica dell'impianto.L'opposizione al progetto non è solo ambientale ma anche urbanistica e burocratica. Lorenzo Forte evidenzia come il Piano Urbanistico Comunale di Salerno abbia modificato già da vent'anni la destinazione d'uso di Fratte, trasformandola da area industriale a distretto residenziale e commerciale, rendendo di fatto illegittimi i mutamenti strutturali proposti dai Pisano. L'unica via d'uscita auspicata dal comitato resta il trasferimento definitivo dell'attività in un'area Asi idonea, lasciando spazio alla bonifica totale del vecchio sito e alla nascita di un parco pubblico.
La battaglia legale e amministrativa si preannuncia serrata: l'iter regionale si incrocerà nei prossimi mesi con la convocazione della conferenza dei servizi e con l'udienza di merito del Tar Campania. Nel frattempo, sul fronte occupazionale, monta la tensione tra le maestranze, preoccupate per il proprio futuro lavorativo e pronte a riunirsi in assemblea davanti ai cancelli della fabbrica salernitana.

