Il governo guidato da Giorgia Meloni sta valutando la possibilità di istituire un fondo pensione destinato ai bambini appena nati: ecco come funzionerebbe.
La diminuzione della popolazione attiva potrebbe infatti mettere sotto pressione gli equilibri della previdenza. Calderone ha richiamato inoltre la necessità di mantenere sotto controllo i conti pubblici, anche nel confronto sull’ipotesi di bloccare l’aumento dell’età pensionabile, sottolineando che le decisioni adottate oggi non dovrebbero gravare sulle generazioni più giovani.
Per quanto riguarda i tempi, il presidente dell’Inps ha chiarito che il percorso dovrà partire dal governo e che, dopo il riscontro positivo ricevuto finora, sarà necessario lavorare insieme alla definizione del progetto.
Allo stesso tempo, secondo Fumarola, non sarebbe opportuno affidare completamente al mercato il risparmio destinato alle pensioni dei bambini. La soluzione potrebbe essere rappresentata dalla sussidiarietà, attraverso il coinvolgimento dei fondi negoziali nati dagli accordi tra sindacati e imprese.
Questi strumenti gestiscono da circa trent’anni importanti patrimoni previdenziali, con costi contenuti, una governance partecipata e la vigilanza della Covip. Per la Cisl, le parti sociali dovrebbero quindi avere un ruolo concreto nella progettazione del nuovo strumento.
La segretaria generale della Cisl chiede inoltre una maggiore rivalutazione delle pensioni già in essere e, con la manovra 2027, una revisione delle criticità introdotte nel secondo pilastro, a partire dalla possibilità di trasferire sul mercato il contributo contrattuale. La richiesta al governo è quindi quella di riaprire rapidamente il confronto, affiancando le eventuali misure a una vera campagna di educazione previdenziale rivolta ai giovani e alle famiglie.
Fondo pensione per i nuovi nati, la proposta del governo per il futuro dei giovani: come funzionerebbe
Il governo guidato da Giorgia Meloni sta valutando la possibilità di istituire un fondo pensionistico destinato ai bambini appena nati. A parlarne è stata la ministra del Lavoro Marina Calderone, che in un’intervista al Corriere della Sera ha spiegato che l’esecutivo sta esaminando la fattibilità di un fondo previdenziale da attivare alla nascita. Secondo la ministra, sarebbe possibile individuare le risorse necessarie senza sottrarle ad altre misure, considerando che per avviare il fondo sarebbero sufficienti piccoli versamenti iniziali. L’ipotesi prevederebbe un sistema sottoposto alla vigilanza della Covip, mentre la gestione sarebbe affidata all’Inps.Come dovrebbe funzionare il Fondo pensione per i nuovi nati
La proposta illustrata dalla ministra Calderone consiste nell’aprire un fondo previdenziale per ogni bambino alla nascita, con un primo contributo di modesta entità a carico dello Stato. Successivamente, il fondo potrebbe essere incrementato attraverso versamenti volontari da parte dei genitori e dei familiari e, una volta entrato nel mondo del lavoro, anche dallo stesso beneficiario.Perché il governo valuta questa possibilità
La ministra del Lavoro ha spiegato che l’idea nasce dalla preoccupazione per gli effetti del calo demografico sulla sostenibilità del sistema pensionistico obbligatorio, basato sul meccanismo a ripartizione.La diminuzione della popolazione attiva potrebbe infatti mettere sotto pressione gli equilibri della previdenza. Calderone ha richiamato inoltre la necessità di mantenere sotto controllo i conti pubblici, anche nel confronto sull’ipotesi di bloccare l’aumento dell’età pensionabile, sottolineando che le decisioni adottate oggi non dovrebbero gravare sulle generazioni più giovani.
Il parere dell’Inps
La proposta ha ricevuto una valutazione positiva da parte del presidente dell’Inps, Gabriele Fava. Il numero uno dell’Istituto ha espresso soddisfazione per l’apertura della ministra nei confronti della sua idea di introdurre un terzo pilastro previdenziale, confermando inoltre la possibilità che l’Inps possa svolgere sia il ruolo di soggetto attuatore sia quello di gestore del nuovo strumento.Quando potrebbe arrivare la misura
Fava ha spiegato che la proposta è stata accolta anche da altri soggetti interessati, tra cui sindacati, associazioni di categoria e fondi pensione. L’obiettivo è avviare presto un confronto con la ministra e con le parti coinvolte per valutare concretamente le modalità di attuazione.Per quanto riguarda i tempi, il presidente dell’Inps ha chiarito che il percorso dovrà partire dal governo e che, dopo il riscontro positivo ricevuto finora, sarà necessario lavorare insieme alla definizione del progetto.
La Cisl: "Attenzione al futuro pensionistico dei giovani"
Sul progetto è intervenuta anche la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, che considera l’ipotesi meritevole di attenzione. Il sindacato, ha ricordato, da tempo sollecita interventi a tutela del futuro previdenziale delle nuove generazioni, anche attraverso una pensione contributiva di garanzia. Per Fumarola, dunque, qualsiasi proposta diretta in questa direzione dovrebbe essere valutata con serietà e non considerata semplicemente come un’idea estiva.Il possibile coinvolgimento dei fondi negoziali
Secondo la segretaria generale della Cisl, uno degli aspetti centrali sarà stabilire la governance del fondo. Affidare interamente la gestione al settore pubblico, sostiene, potrebbe esporre nel tempo le risorse a un utilizzo diverso da quello previdenziale.Allo stesso tempo, secondo Fumarola, non sarebbe opportuno affidare completamente al mercato il risparmio destinato alle pensioni dei bambini. La soluzione potrebbe essere rappresentata dalla sussidiarietà, attraverso il coinvolgimento dei fondi negoziali nati dagli accordi tra sindacati e imprese.
Questi strumenti gestiscono da circa trent’anni importanti patrimoni previdenziali, con costi contenuti, una governance partecipata e la vigilanza della Covip. Per la Cisl, le parti sociali dovrebbero quindi avere un ruolo concreto nella progettazione del nuovo strumento.
Le richieste della Cisl
Fumarola chiede infine una serie di interventi coerenti sul sistema previdenziale. Tra questi indica una fiscalità agevolata per i giovani lavoratori, così da favorire la permanenza in Italia, il superamento dell’automatismo legato all’aspettativa di vita e il riconoscimento delle attività lavorative gravose ancora escluse.La segretaria generale della Cisl chiede inoltre una maggiore rivalutazione delle pensioni già in essere e, con la manovra 2027, una revisione delle criticità introdotte nel secondo pilastro, a partire dalla possibilità di trasferire sul mercato il contributo contrattuale. La richiesta al governo è quindi quella di riaprire rapidamente il confronto, affiancando le eventuali misure a una vera campagna di educazione previdenziale rivolta ai giovani e alle famiglie.

