Si chiude un capitolo ai vertici della Fondazione Cassa Rurale Battipaglia. Federico Del Grosso ha annunciato le proprie dimissioni dalla carica di presidente con una lunga dichiarazione pubblica, nella quale ripercorre il lavoro svolto e spiega le ragioni della scelta.
Di seguito, il testo integrale delle sue dichiarazioni.
Le dimissioni
“Si è chiuso per me un capitolo importante: ho rassegnato le dimissioni dalla carica di Presidente della Fondazione Cassa Rurale Battipaglia.
È una decisione maturata con piena consapevolezza e senso di responsabilità, ma resa inevitabile da un progressivo depotenziamento del ruolo, da una costante esposizione ad attacchi provenienti da più fronti e da una condizione di sostanziale assenza di tutela personale e istituzionale, che non mi consente più di operare con l’autonomia, la dignità e la serenità necessarie a guidare un Ente come la Fondazione.”
Il lavoro svolto e le iniziative realizzate
“Fino allo scorso anno ho svolto il mio incarico mettendo a disposizione tempo, competenze, relazioni e passione, animato esclusivamente dal desiderio di rafforzare un presidio culturale e sociale fondamentale per il territorio. Nel mio ruolo di consigliere di Banca Campania Centro, con delega alla comunicazione, ricoperto a titolo gratuito, ho potuto contribuire alla realizzazione di numerose iniziative di valore, costruendo reti, progettualità e occasioni di crescita condivisa che hanno dato lustro alla Fondazione e alla Banca a livello locale e nazionale.
Alcune di queste, grazie all’attivazione di processi di rete con associazioni locali, IDEE e la Federazione delle Banche di Comunità del Credito Cooperativo Campana e Calabra, sono diventate un modello per numerose BCC italiane, valorizzando la nostra BCC e la Fondazione ideatrice.”
Del Grosso ricorda anche l’indicazione ricevuta dal compianto presidente:
“Ho avuto l’onore, su indicazione del compianto Presidente Silvio Petrone, di guidare un percorso ambizioso: consolidare una Fondazione capace di coniugare cultura, solidarietà, innovazione e comunità, nel solco autentico dei valori cooperativi.”
Il Documento Programmatico 2025–2026 e il mancato seguito
“Il Documento Programmatico Previsionale 2025–2026, elaborato e presentato nel mese di ottobre, nasceva da questa visione: un modello di crescita sostenibile, autonomo e coerente con l’identità della Fondazione.
Approvato dal Consiglio di Amministrazione dell’Ente, non ha tuttavia trovato seguito da parte del socio fondatore BCC Campania Centro, senza che ne venissero esplicitate le motivazioni.”
Un passaggio centrale riguarda la perdita di sintonia istituzionale:
“Ritengo, infatti, che ogni percorso di crescita, per essere autentico e solido, debba poggiare su basi comuni e su una sincera sintonia di intenti — sintonia che, purtroppo, è venuta meno negli ultimi mesi. Diversamente da quanto avvenuto in precedenza, quando la condivisione con il CdA, la Presidenza e le varie Direzioni della BCC (consentitemi un riconoscimento personale alla Direzione Salvati, che con garbo istituzionale ci ha motivati a svolgere al meglio il nostro lavoro, consentendoci di ottenere importanti risultati) aveva permesso di realizzare numerose iniziative a beneficio di Banca Campania Centro, dei suoi soci, della sua governance e dell’intera comunità.”
Le ultime azioni portate a compimento
Prima delle dimissioni, Del Grosso sottolinea di aver completato alcune operazioni considerate strategiche:
“Ho preso atto di questa visione al ribasso nei confronti della Fondazione e, nel rispetto della BCC — di cui sono stato consigliere — e dell’Istituzione stessa, ho comunque portato a compimento le questioni più urgenti e strategiche: la dismissione del Convento di Montecorvino Rovella; la gestione efficace e fruttuosa del patrimonio con la Capogruppo Iccrea Banca, tramite BCC Risparmio e Previdenza; nonché l’avvio del progetto Nexus di innovazione sociale, che ha visto la Fondazione tra i promotori, formando centinaia di volontari della provincia di Salerno e generando valore concreto per le comunità, a costo zero per l’Ente e con un saldo economico positivo.”
“Un Presidente depotenziato non può garantire una guida autorevole”
“Tuttavia, quando vengono meno la condivisione strategica, la sintonia istituzionale e il riconoscimento del lavoro svolto, ogni ulteriore permanenza rischia di trasformarsi in una presenza meramente formale. Un Presidente svestito delle proprie prerogative, depotenziato nelle scelte e costantemente esposto a critiche non accompagnate da un confronto costruttivo, non può garantire quella guida autorevole che la Fondazione merita.
Per coerenza personale e rispetto verso l’Istituzione, non mi è rimasto che fare un passo indietro.”
I ringraziamenti e la citazione finale
“Ringrazio sinceramente i membri del Consiglio di Amministrazione della Fondazione, i collaboratori, le associazioni, gli amministratori pubblici, i professionisti, le imprese e tutti coloro che hanno creduto in una Fondazione dinamica, aperta e coraggiosa, anteponendo l’interesse collettivo a quello personale.
Resto e resterò un uomo della cooperazione. Continuerò a credere in una visione alta, non ridotta alla gestione ordinaria o alla prudenza difensiva, ma proiettata verso il futuro.”
In chiusura, Del Grosso richiama le parole di Roberto Vecchioni, protagonista di uno degli eventi promossi dalla cooperativa:
«…e la vita è così grande che quando sarai sul punto di morire, pianterai un ulivo convinto ancora di vederlo fiorire. Sogna, ragazzo, sogna».

