È arrivata la condanna in primo grado per il 33enne originario di Sarno e residente a San Valentino Torio, arrestato la scorsa estate a Catania con oltre 64 chili di cocaina nascosti in un autoarticolato. Il Gup del Tribunale di Catania ha disposto per l’imputato una pena di 5 anni di reclusione. I fatti risalgono a luglio 2025 e rientrano in un’indagine della Guardia di Finanza condotta nella zona industriale del capoluogo siciliano. Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino.
Fermato in Sicilia con 64 chili di cocaina: condannato 33enne di Sarno
L’arresto era scattato durante un controllo eseguito dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania. I finanzieri avevano fermato un autoarticolato guidato dall’uomo, originario della provincia di Salerno.
L’atteggiamento nervoso del conducente aveva insospettito gli investigatori, che avevano deciso di procedere con una verifica più approfondita del mezzo. Nel corso della perquisizione, all’interno del semirimorchio, tra il fondo e le pedane del carico, erano stati trovati due borsoni pieni di panetti di cocaina.
Il peso complessivo della sostanza superava i 64 chilogrammi. La droga, il mezzo utilizzato per il trasporto e il denaro rinvenuto a bordo erano stati sequestrati. Secondo le stime investigative, se immessa sul mercato al dettaglio, la cocaina avrebbe potuto fruttare oltre 13 milioni di euro.
Dall’arresto ai domiciliari
Il conducente era stato arrestato in flagranza con l’accusa di detenzione e trasporto di sostanze stupefacenti. In un primo momento era finito in carcere, poi aveva ottenuto i domiciliari dopo il ricorso in Cassazione. Durante l’interrogatorio, il 33enne aveva dichiarato di aver sempre lavorato come autista di autocarri e di non conoscere chi gli avrebbe affidato i borsoni da trasportare.
L’uomo aveva spiegato di aver accettato il viaggio in Sicilia a causa di un debito. La droga, secondo il suo racconto, gli sarebbe stata consegnata in un distributore di benzina tra Salerno e Pontecagnano.
Non aveva però fornito indicazioni sull’identità di eventuali altre persone coinvolte. Una versione che non aveva convinto il giudice, tanto che inizialmente era stata confermata la misura del carcere.
La condanna con rito abbreviato
Dopo la ricostruzione del percorso dell’imputato e le analisi sulla quantità di droga sequestrata, la Procura aveva ottenuto il giudizio immediato. La condanna a 5 anni è arrivata con rito abbreviato. La difesa potrà impugnare il provvedimento dopo il deposito delle motivazioni.

