Il sostituto procuratore generale Giovanna Le Rose ha chiesto la conferma dell'ergastolo in Appello per Alfredo Erra, accusato del femminicidio della ex Anna Borsa avvenuto a Pontecagnano Faiano. Lo riporta Il Mattino.
Nella requisitoria, pronunciata nella mattinata di ieri lunedì 30 marzo davanti ai giudici della Corte di Assise d'Appello di Salerno, ha evidenziato come non sia mai emerso che l'imputato non sia capace di intendere e volere: "Un soggetto salla personalità bordelline, narcisista, a tratti depressa ma non afflitto da vizio di mente. Neanche parziale. La mattina dell'1 marzo 2022, Erra ha scelto come agire e, anche dopo aver ucciso la ragazza e tentato l'omicidio del rivale in amore, era consapevole di ciò che aveva fatto visto che, incontrando il suo datore di lavoro, gli disse di aver ucciso Anna per poi fuggire sapendo le conseguenza a cui andava incontro. L'imputato non accettava che la vittima non volesse tornare con lui e che avesse intrapreso una nuova relazione". Dopo la requisitoria, la parola è stata data agli avvocati di parte civile e poi il processo è stato aggiornato a fine aprile per la linea difensiva e la sentenza.
Femminicidio Anna Borsa, chiesta la conferma dell'ergastolo in Appello per Alfredo Erra
Una 'fredda pianificazione del delitto' quella di Alfredo Erra: il sostituto procuratore generale Giovanna Le Rose ha chiesto la conferma dell'ergastolo per l'imputato accusato di aver ucciso la ex Anna Borsa e tentato l'omicidio del nuovo fidanzato Alessandro Caccavale.Nella requisitoria, pronunciata nella mattinata di ieri lunedì 30 marzo davanti ai giudici della Corte di Assise d'Appello di Salerno, ha evidenziato come non sia mai emerso che l'imputato non sia capace di intendere e volere: "Un soggetto salla personalità bordelline, narcisista, a tratti depressa ma non afflitto da vizio di mente. Neanche parziale. La mattina dell'1 marzo 2022, Erra ha scelto come agire e, anche dopo aver ucciso la ragazza e tentato l'omicidio del rivale in amore, era consapevole di ciò che aveva fatto visto che, incontrando il suo datore di lavoro, gli disse di aver ucciso Anna per poi fuggire sapendo le conseguenza a cui andava incontro. L'imputato non accettava che la vittima non volesse tornare con lui e che avesse intrapreso una nuova relazione". Dopo la requisitoria, la parola è stata data agli avvocati di parte civile e poi il processo è stato aggiornato a fine aprile per la linea difensiva e la sentenza.

