La birra è una delle bevande più antiche ed amate al mondo. Secondo gli esperti la produzione della birra risale a più di 5000 anni fa, come testimoniano alcuni manufatti appartenenti ai Sumeri. Un altro segno è presente in una tavoletta degli assiri risalente al 2500 A C. in cui oltre a nominarla in modo esplicito descrive il mestiere del birraio. Alcune statuette provenienti da Tebe raffigurano alcuni uomini al lavoro in un panificio-birrificio. Sembra che in questa epoca fossero addirittura venti le diverse tipologia di birra vendute al mercato di Babilonia.
Il Codice di Hammurabi, invece, è la legge più antica che regola la produzione e la vendita di birra. Il codice viene fatto risalire ad un periodo compreso tra 1728 e il 1686 A. C. e condannava a morte chi non rispettava i criteri stabiliti per la sua produzione. Inoltre la pena era prevista anche per chi apriva un locale di vendita senza autorizzazione. Nella cultura del popolo della Mesopotamia la bevanda aveva anche un significato legato alla religione. Durante i funerali infatti le persone la bevevano per celebrare il defunto e offerta alle divinità.
Nell’Antico Egitto, invece, la birra assunse un’importanza davvero clamorosa visto che veniva considerata come un vero e proprio alimento e la utilizzavano anche come medicina. Un’usanza particolare degli egizi era quella di somministrare ai neonati questa bevanda diluita con acqua e miele e con un basso contenuto di alcol nello svezzamento. Secondo alcuni studi archeologici si trattava di una bevanda molto alcolica e con un gusto particolarmente forte per via dell’utilizzo dei lupini come aromatizzanti.
Oggi la birra è tra le bevande più consumate al mondo. La Repubblica Ceca è il posto dove si beve più birra con 143,3 litri di birra all'anno consumata dai suoi cittadini: l'equivalente di 226 pinte all'anno, ovvero una ogni 30 ore. Al secondo posto si piazza, con 108 litri per abitante, un'insospettabile paese africano: la Namibia. Seguono le prevedibili Austria (106 litri), Germania (104,2 litri), Polonia (100,8 litri) e Irlanda (98,2 litri). Quasi in fondo alla classifica l'Italia che, con circa 31 litri di birra a testa e si piazza oltre il 50mo posto.
Fare la birra a casa
Questi numeri fanno ben capire l’importanza della birra nella nostra società. Tanto che sempre più persone decidono di produrre birra in casa grazie all’utilizzo di kit recensiti sul sito specializzato kitperlabirra.it.
Del resto produrre la propria birra è semplice (perlomeno nei fondamentali), non richiede grosse somme di denaro per partire, e regala molte soddisfazioni, come quella, unica, di emozionare amici e parenti con le proprie creazioni. Tutti possono produrre una buona birra in casa: si può partire soltanto con un paio di bidoni in plastica e qualche rudimentale strumento, per arrivare a replicare in miniatura le attrezzature e le fasi presenti in un birrificio.
In linea di massima per fare la birra a casa occorre seguire attentamente sei passaggi. Il primo riguarda la preparazione del mosto, che consiste nell’assemblare e far bollire insieme in un pentolone pieno d’acqua i due ingredienti principali di cui è fatta la birra, vale a dire il malto e il luppolo.
C’è poi l’aggiunta del lievito al mosto formato da malto, luppolo e acqua una volta bolliti. Dopo il lievito si passa alla fermentazione del mosto stesso ottenuta grazie all’aggiunta di lievito.
Poi l’aggiunta di zucchero, che dà alla birra la frizzantezza che tanto amiamo, che è l’ultimo passaggio prima dell’imbottigliamento del liquido e prima della maturazione in bottiglia che conferirà alla bevanda quel gusto e quell’aroma particolari di cui sono tipiche le specialità brassicole artigianali.
Per fare una buona birra occorre prestare molta attenzione al passaggio della fermentazione. Il primo consiglio da seguire è quello di scegliere un ambiente buio, al riparo da fonti di calore e umidità in cui mettere il mosto di malto e luppolo a fermentare. La prima fase della fermentazione (che occupa di solito i primi 7/ 10 giorni) è quella più vigorosa. Sentirai infatti diffondersi per tutta la casa il caratteristico odore di birra fermentata. La seconda fase invece (di durata variabile dai 5 ai 7 giorni) prevede che tu travasi il mosto in un secondo fermentatore per eliminare i residui depositati sul fondo.
Occhio poi all’aggiunta dello zucchero che genererà anidride carbonica, determinando la presenza delle caratteristiche bollicine. Nei birrifici industriali invece l’anidride carbonica è aggiunta per forza tramite l’utilizzo di bombole… Ecco perché, nel caso della birra artigianale si parla di “rifermentazione” o “seconda fermentazione in bottiglia”.

Redazione Occhio Notizie01/06/2021
