eMule ritorna attivo: l’app è stata
aggiornata per la prima volta in
10 anni. Il software per la condivisione
peer to peer ha permesso a milioni di utenti nei primi anni
2000 di scambiarsi file di ogni tipo, dalla musica ai video passando per libri, videogiochi e software. La sua diffusione è stata legata anche a quella della
pirateria online, prima dell’avvento dei
Torrent e dei
servizi di
streaming.
Il ritorno di eMule: aggiornato dopo 10 anni
Come hanno segnalato numerosissimi ex affezionati online, il
software si è recentemente aggiornato alla versione
0.60: l'evento è straordinario se non altro perché l'ultima versione stabile di Emule è stata rilasciata più di 10 anni fa, ad
aprile del
2010.
Il successo di eMule
C'è un motivo preciso per il quale eMule è diventato un termine conosciuto praticamente da chiunque frequentasse Internet nei primi anni
2000: il
software, e la piattaforma alla quale dava accesso, consentiva di scaricare
gratuitamente da
Internet file di ogni tipo – dalla musica ai libri, passando per contenuti video di ogni genere,
software e
videogiochi.
Peer to peer
Il sistema di condivisione era di tipo peer to peer, ovvero basato sul
contributo degli
utenti. I file che circolavano nella rete erano fisicamente quelli memorizzati sui computer di chi utilizzava il software, e si copiavano da un dispositivo all'altro su richiesta.
Con alcune differenze tecniche il principio di fondo è lo stesso che ha reso popolari anche
Napster e il protocollo
BitTorrent, e nello stesso modo il servizio è stato utilizzato. Tra il materiale condiviso dagli utenti figuravano anche opere protette da copyright come film, album, libri commerciali, sistemi operativi, fumetti, serie TV, giochi per console e PC normalmente in vendita nei negozi.
I difetti del sistema
Il
sistema non era privo di difetti: le
connessioni ai server che mettevano in contatto gli utenti potevano risultare difficoltose, la
velocità dei trasferimenti costringeva a sessioni di
collegamento a volte interminabili e spesso il nome dei file scaricati non corrispondeva al loro contenuto.
Questi aspetti, legati alle attenzioni che il servizio e l'app hanno attirato da parte di chi deteneva i diritti delle opere condivise e all'emergere di tecnologie più promettenti come il protocollo BitTorrent hanno provocato un graduale abbandono di eMule da parte degli utenti abituali. La piattaforma, basandosi sul contributo di chi la utilizza, ha iniziato a esercitare sempre meno fascino nei confronti di chi vi era rimasto affezionato, in un circolo vizioso che ha portato all'abbandono quasi definitivo dell'app.
Le novità della nuova versione
La
versione pubblicata in questi giorni è una
beta, ovvero una versione preliminare di quello che dovrebbe essere il prossimo aggiornamento ufficiale dell'app. In ogni caso lo sviluppatore ha fornito alcuni dettagli sulle
novità contenute, e si tratta per lo più di
manutenzione e cambiamenti relativi alla
sicurezza interna dell'app: in Emule 0.60 insomma non saranno presenti cambiamenti nella grafica nè nuove funzionalità, ed è improbabile che il servizio torni ai fasti di un tempo.
Il sito del Ministero della Salute