La consigliera comunale uscente di Salerno, Elisabetta Barone, apre alla possibilità di una nuova candidatura autonoma per il movimento civico Semplice Salerno, come risposta alla crisi della coalizione costruita negli ultimi anni. In un lungo intervento pubblicato sui social, Barone sottolinea l’idea di “ripresentare Semplice Salerno con la sua candidata sindaca per testimoniare, al di là di ogni ragionevole calcolo elettorale, la possibilità di uno spazio aperto al coinvolgimento della società civile”. L’iniziativa si colloca come prospettiva politica alternativa alle logiche dei partiti tradizionali.
Barone contesta le dinamiche che hanno portato alla frattura tra le anime della coalizione, definite “non condivisibili” e generate “da ragioni esclusivamente partitiche”, sottolineando inoltre la “mancata trasparenza dei processi di gestione democratica delle decisioni”. Le conseguenze politiche sono chiare per la consigliera: “Hanno disperso la forza di una possibile alternativa all’attuale sistema di governo della città, offrendole ulteriori vantaggi competitivi”. Per questo motivo, Barone dichiara di non aderire a nessuna delle opzioni in campo: “Non si possono assecondare questi errori strategici compiuti prestandosi ad una delle due parti in gioco”, pur mantenendo rispetto per le scelte altrui.
La possibile candidatura autonoma di Semplice Salerno si muove su due direzioni individuate dalla consigliera. La prima consiste nell’uscire di scena e riorganizzare l’impegno politico al di fuori degli assetti istituzionali, riconoscendo la distruzione del campo di gioco. La seconda è quella del rilancio del movimento come spazio civico autonomo, con l’obiettivo di offrire “uno spazio di ascolto, dialogo e partecipazione democratica libera dalle logiche personali e di partito”. Barone conclude con un appello: “Ciascuno di noi può essere principio di cambiamento se osa superare le logiche di appartenenza”, sottolineando l’importanza di costruire un’alternativa civica indipendente dalle logiche partitiche consolidate.
Elisabetta Barone apre alla candidatura con Semplice Salerno
Alla base della riflessione vi è una critica netta nei confronti dell’ex campo largo: “I partiti hanno distrutto una coalizione che era stata costruita con fatica e generosità”, scrive Barone, evidenziando anche un elemento personale e politico: “La mia disponibilità non è stata raccolta, anzi sul mio nome alcuni hanno posto un veto”. La consigliera chiarisce di aver ricevuto due proposte di partecipazione alle elezioni: una a sostegno della candidatura di Zambrano e l’altra prima di Di Lorenzo e poi di Lanocita. Tuttavia, precisa, “il metodo seguito non è stato condiviso” perché “non è in linea con le istanze che hanno dettato il nostro impegno politico”.Barone contesta le dinamiche che hanno portato alla frattura tra le anime della coalizione, definite “non condivisibili” e generate “da ragioni esclusivamente partitiche”, sottolineando inoltre la “mancata trasparenza dei processi di gestione democratica delle decisioni”. Le conseguenze politiche sono chiare per la consigliera: “Hanno disperso la forza di una possibile alternativa all’attuale sistema di governo della città, offrendole ulteriori vantaggi competitivi”. Per questo motivo, Barone dichiara di non aderire a nessuna delle opzioni in campo: “Non si possono assecondare questi errori strategici compiuti prestandosi ad una delle due parti in gioco”, pur mantenendo rispetto per le scelte altrui.
La possibile candidatura autonoma di Semplice Salerno si muove su due direzioni individuate dalla consigliera. La prima consiste nell’uscire di scena e riorganizzare l’impegno politico al di fuori degli assetti istituzionali, riconoscendo la distruzione del campo di gioco. La seconda è quella del rilancio del movimento come spazio civico autonomo, con l’obiettivo di offrire “uno spazio di ascolto, dialogo e partecipazione democratica libera dalle logiche personali e di partito”. Barone conclude con un appello: “Ciascuno di noi può essere principio di cambiamento se osa superare le logiche di appartenenza”, sottolineando l’importanza di costruire un’alternativa civica indipendente dalle logiche partitiche consolidate.

