Vincenzo De Luca torna alla guida di Salerno. Dopo due mandati da presidente della Regione Campania, l’ex governatore rientra a Palazzo di Città da sindaco, conquistando per la quinta volta la fascia tricolore della città che più di ogni altra ha segnato la sua storia politica.
Le elezioni comunali 2026 si sono concluse con la vittoria di De Luca, scelto dai cittadini per guidare Salerno nel prossimo quinquennio. Un ritorno dal forte valore politico e simbolico, che chiude una parentesi regionale durata dieci anni e riapre il rapporto diretto con la città amministrata a più riprese dagli anni Novanta.
De Luca torna a Palazzo di Città: Salerno lo sceglie come sindaco per la quinta volta
La carriera amministrativa di Vincenzo De Luca a Salerno comincia nel 1990, quando viene eletto consigliere comunale nelle liste del Partito Comunista Italiano. Dopo lo scioglimento del Pci, aderisce al Partito Democratico della Sinistra, di cui diventa segretario provinciale. Nel 1992 entra nella giunta guidata da Vincenzo Giordano come assessore ai Lavori pubblici.
Il 22 maggio 1993 De Luca diventa per la prima volta sindaco di Salerno, dopo le dimissioni di Giordano nell’ambito della stagione di Tangentopoli. Quella prima esperienza dura però poco: dopo circa un mese e mezzo, le dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali portano allo scioglimento del Comune e a nuove elezioni.
Gli anni della trasformazione urbana
I primi mandati da sindaco, tra il 1993 e il 2001, coincidono con l’avvio di una lunga stagione di pianificazione e trasformazione urbana. L’amministrazione prosegue il lavoro già impostato negli anni precedenti, puntando su una nuova identità urbanistica per Salerno, sul riordino della viabilità e su interventi destinati a cambiare il volto della città.
Tra i progetti simbolo di quella fase rientrano la Lungoirno, il sistema di parchi e viabilità lungo l’asse del fiume Irno, la metropolitana leggera e il percorso di riqualificazione del centro storico. In quegli anni vengono progettate o avviate anche opere destinate a segnare il dibattito cittadino, come la stazione marittima di Zaha Hadid, la cittadella giudiziaria di David Chipperfield, il restauro del Teatro Verdi, il recupero del Giardino della Minerva e il palazzetto dello sport.
L’esperienza parlamentare
Non potendo concorrere per un terzo mandato consecutivo, nel 2001 De Luca lascia in anticipo la guida del Comune e si candida alla Camera dei deputati nel collegio di Salerno centro, sostenuto dall’Ulivo in quota Democratici di Sinistra. Viene eletto deputato con il 55,45% dei voti.
Il lavoro nelle commissioni
Durante la XIV legislatura è componente della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni. Ricopre anche il ruolo di vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite connesse.
Nel 2006 De Luca si ricandida a sindaco di Salerno, questa volta in una competizione particolarmente significativa anche sul piano politico. Sostenuto dalle liste Progressisti per Salerno e Salerno dei giovani, sfida Alfonso Andria, candidato appoggiato dai partiti del centrosinistra. Dopo il primo turno, De Luca vince il ballottaggio con il 56,95% dei voti.
Il consenso e la stagione dei grandi cantieri
Nel corso del terzo mandato, il consenso personale resta elevato. I sondaggi nazionali lo collocano tra i sindaci più graditi d’Italia, mentre a Salerno si consolida l’immagine di amministratore legato alla trasformazione urbana e alla gestione diretta della città.
In quegli anni assume anche incarichi commissariali: nel 2006 per l’emergenza alluvionale che aveva colpito il territorio comunale e nel 2008 per la realizzazione dell’impianto di trattamento finale dei rifiuti a Salerno.
Rifiuti, opere pubbliche e servizi
Durante il terzo mandato viene avviata la raccolta differenziata, con risultati che portano Salerno ai vertici nazionali tra i capoluoghi per percentuale di rifiuti differenziati. Nel 2011 viene inaugurato anche l’impianto di compostaggio cittadino, il primo della Regione Campania, pensato per contribuire alla chiusura del ciclo dei rifiuti.
Piazza della Libertà e il fronte di mare
Nel 2009 partono i lavori per Piazza della Libertà, progettata da Ricardo Bofill insieme al complesso del Crescent, all’estremità del lungomare cittadino. L’opera viene presentata come uno degli interventi centrali della trasformazione urbana e della riqualificazione del fronte di mare.
Nel tempo diventa anche oggetto di vicende giudiziarie e di un acceso confronto pubblico. De Luca viene assolto nel 2018 dalle accuse relative al Crescent perché il fatto non sussiste, mentre nel 2019 risulta rinviato a giudizio per falso in atto pubblico in relazione a una variante di Piazza della Libertà. La piazza sarà poi inaugurata nell’autunno del 2021.
Da Salerno alla Regione Campania
Dopo gli ultimi anni alla guida di Salerno, De Luca lascia Palazzo di Città e si proietta sulla dimensione regionale. Nel 2015 viene eletto presidente della Regione Campania, incarico che manterrà per due mandati, fino al 2025.
La stagione regionale segna il passaggio da amministratore cittadino a leader politico campano. Dopo dieci anni alla guida della Regione, De Luca sceglie di tornare nel luogo da cui era partita la sua parabola amministrativa: Salerno.
Il ritorno alla guida di Salerno
Alle elezioni comunali 2026, dopo undici anni dall’ultimo mandato da sindaco e dopo due mandati da governatore, De Luca si ricandida alla guida della città. Il voto sancisce il suo ritorno a Palazzo di Città e apre una nuova fase politica per Salerno.
Il nuovo mandato rappresenta la quinta esperienza di De Luca da sindaco di Salerno. Per la città si tratta del ritorno di una figura che ha inciso profondamente sul suo assetto urbanistico, amministrativo e politico. Per De Luca, invece, è il ritorno al punto di partenza della sua storia pubblica: il Comune di Salerno.

