Il Comune di Eboli rilancia il servizio di mediazione culturale presso l’ufficio anagrafe, con l’obiettivo di favorire l’inclusione e agevolare l’accesso ai servizi pubblici per i cittadini di origine straniera.
A partire da martedì 10 febbraio, la mediatrice culturale di lingua araba Sihame Halimi sarà nuovamente a disposizione dei residenti con difficoltà linguistiche, supportandoli nel completamento di pratiche burocratiche complesse e garantendo un canale diretto di comunicazione con l’amministrazione comunale come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Secondo quanto evidenziato da Balestrieri, i riscontri positivi registrati hanno spinto l’amministrazione a estendere progressivamente il modello anche ad altri ambiti. Oltre all’ufficio anagrafe, il servizio è già operativo in alcune scuole del territorio e presso strutture sanitarie dell’Asl. L’obiettivo a breve termine è estenderlo anche ai Centri per l’Impiego, assicurando un accompagnamento completo dei cittadini in tutti i principali passaggi della vita amministrativa, educativa, sanitaria e lavorativa.
Il coordinamento operativo delle attività resta affidato al Consorzio La Rada, soggetto attuatore del progetto, che conferma l’impegno con il Comune nel promuovere politiche di integrazione efficaci, sostenibili e con alto impatto sociale. Il sindaco Mario Conte ha ribadito che «l’obiettivo è rendere operativa ed efficace l’inclusione con strumenti concreti. I primi contatti sono essenziali quando ancora non si ha dimestichezza con la lingua italiana. Superare le barriere tra culture diverse è fondamentale per una migliore qualità della vita di tutti».
A partire da martedì 10 febbraio, la mediatrice culturale di lingua araba Sihame Halimi sarà nuovamente a disposizione dei residenti con difficoltà linguistiche, supportandoli nel completamento di pratiche burocratiche complesse e garantendo un canale diretto di comunicazione con l’amministrazione comunale come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Eboli, riparte la mediazione culturale all’anagrafe
Il servizio rientra nel progetto Supreme 2, iniziato lo scorso 15 luglio e temporaneamente sospeso solo nel mese di gennaio, e non comporta costi aggiuntivi per l’ente. La mediazione culturale rappresenta anche un supporto operativo per gli operatori comunali, spesso impegnati a tradurre iter e procedure burocratiche complesse. L’attivazione e il consolidamento del servizio sono stati sostenuti dal presidente della III Commissione Consiliare e capogruppo di Eboli 3.0, Matteo Balestrieri, che sottolinea come la mediazione culturale costituisca oggi «una leva strategica per migliorare la qualità dei servizi pubblici e renderli realmente accessibili».Secondo quanto evidenziato da Balestrieri, i riscontri positivi registrati hanno spinto l’amministrazione a estendere progressivamente il modello anche ad altri ambiti. Oltre all’ufficio anagrafe, il servizio è già operativo in alcune scuole del territorio e presso strutture sanitarie dell’Asl. L’obiettivo a breve termine è estenderlo anche ai Centri per l’Impiego, assicurando un accompagnamento completo dei cittadini in tutti i principali passaggi della vita amministrativa, educativa, sanitaria e lavorativa.
Il coordinamento operativo delle attività resta affidato al Consorzio La Rada, soggetto attuatore del progetto, che conferma l’impegno con il Comune nel promuovere politiche di integrazione efficaci, sostenibili e con alto impatto sociale. Il sindaco Mario Conte ha ribadito che «l’obiettivo è rendere operativa ed efficace l’inclusione con strumenti concreti. I primi contatti sono essenziali quando ancora non si ha dimestichezza con la lingua italiana. Superare le barriere tra culture diverse è fondamentale per una migliore qualità della vita di tutti».

